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Sanremo 2011: le pagelle finali

Tiriamo un sospiro di sollievo: il Festival è finito. Eccovi dunque le pagelle finali dei protagonisti e dello show. Vi anticipo che, alla fine, ha prevalso in me lo lo spirito della prof buona e ho promosso tutti, ma con i dovuti distinguo.

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Sanremo 2011: le pagelle della quarta serata

Il Festival volge al termine e il tempo dei bilanci si avvicina. Queste le penultime votazioni prima dello scrutinio finale. 

GIANNI MORANDI – Davanti al decolleté di Monica Bellucci anche il buon Gianni perde il senno e soprattutto colpi. L’intervista ‘sbavata’ è davvero una caduta di stile, provvidenziale l’intervento di Luca e Paolo e scuse alla moglie davvero d'obbligo. Voto 6- (giusto per non rovinargli la media, si diceva a scuola) 

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Sanremo 2011: le pagelle della terza serata

Ecco i voti sulla puntata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

GIANNI MORANDI – Lo stile dell’eterno ragazzo della musica italiana non dispiace anche se, indubbiamente, rallenta i ritmi dello show. Slogan assolutamente da abolire (“Stiamo uniti”, aveva già stufato alla prima serata). Voto 6 ½ (soprattutto per l’impegno)

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Sanremo 2011: le pagelle della seconda serata

Sanremo seconda serata: ecco le nuove pagelle, assegnate sempre grazie al confronto con il mio personalissimo gruppo di ascolto su Facebook. 

LA SQUADRA – Gli ascolti confortanti della prima serata evidentemente sono stati un toccasana: Gianni & Friends meno ansiosi risultano più naturali, ma fanno anche qualche gaffe in più (tipo non azzeccare mai la giusta collocazione sul palco e confondersi su chi deve leggere cosa). Voto 6 ½ 

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Sanremo 2011: le pagelle della prima serata

Prima serata del festival di Sanremo e primi voti. Ecco le pagelle, assegnate anche grazie al supporto di un personalissimo gruppo di ascolto su Facebook.

GIANNI MORANDI - Istituzionale e protettivo con i cantanti, ma lo slogan "stiamo uniti" ha già stufato. Voto: 7

LUCA E PAOLO - Ingessati nel ruolo di 'bravi presentatori', ma capaci di riprendersi nella cover 'Ti sputtanerò'. Possono migliorare. Voto 7 -

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Se nel 2011 le donne devono ancora scendere in piazza per la propria dignità

Non andavo a una manifestazione dai tempi del liceo, quando, sebbene non avessi una vocazione politica, scendevo in piazza per dimostrare che la mia adesione allo sciopero del momento non era semplicemente una scusa per non andare a scuola (la prima e unica volta che lo feci fui costretta dalla prof di lettere a scrivere una relazione in latino sui motivi per cui non mi ero presentata in classe).

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"Un pranzo con le amiche meglio di una notte di passione", ma davvero per noi donne il sesso conta così poco?

Lo chiamano l'effetto 'Sex and the City': per le donne un pranzo con le amiche è meglio di una notte di passione. A sostenerlo è il 'solito' studio di un’università californiana che, avrebbe dimostrato come durante un incontro fra amiche, viene rilasciato lo stesso ormone legato all’orgasmo, ovvero l’ossitocina.

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Romeo Beckham, icona di stile a soli otto anni. Tutto troppo facile

Ok, parliamone. Anzi no. Anzi sì. La rivista GQ ha stilato la classifica degli uomini meglio vestiti del Regno Unito e chi ha piazzato al 26° posto, una posizione sopra l’erede al trono William? Un bambino di otto anni: Romeo Beckham, secondogenito del calciatore David e dell’ex Posh Spice Victoria.

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Schwarzenegger? Un esempio tutto americano. In Italia invece...

Sono passati sette anni e Arnold Schwarzenegger lascia la poltrona di governatore della California. Un ciclo amministrativo che si chiude (come è naturale in molti Paesi), ma anche un capitolo da archiviare per l'attore, che adesso dovrà trovarsi una nuova occupazione. Già, perché la star prestata alla politica si era ufficialmente ritirata dalle scene cinematografiche nel 2004 proprio per svolgere adeguatamente il suo compito.

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Belen, quando la sexy testimonial è un flop pubblicitario

Belen fa flop come testimonial, le vendite di prodotti e servizi non decollano e la Tim si rivolge a varie agenzie di comunicazione per una nuova campagna. La notizia non è certo di quelle che fanno tremare il mondo, le rivelazioni di Wikileaks o le sorti della legislatura italiana sono decisamente più pregnanti. C'è tuttavia un che di interessante in questa piccola storia raccontata dal 'Corriere delle Comunicazioni': non sempre una bellissima è garanzia di successo in campo pubblicitario.

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