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Imbavagliare Wikipedia? Ma così si uccide la conoscenza

Pubblicato da Daniela Laganà Mar, 04/10/2011 - 22:42

Ok, ora comincio a preoccuparmi. Di solito nel mio blog non mi occupo di politica né di tecnologia, ma questa volta faccio un’eccezione. Il motivo? Per la prima volta Wikipedia non ha risposto a un mio interrogativo, non mi ha illuminato sul cast del film che stavo cercando pur essendo il primo risultato fornitomi dal motore di ricerca. Al suo posto, invece, mi si è aperto un comunicato che mi recitava quanto segue: 

"Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tuavoce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia"

 

Nessun’altra pagina in lingua italiana mi risulta disponibile, anzi mi si dice che anche ‘Il bar’, punto d’incontro e discussione della comunità, sarà bloccato. Sebbene ritenga sacrosanto il diritto di chiunque al buon nome e all’onorabilità della sua persona, resto basita dal presunto comma 29 del Ddl intercettazioni. Nessuno si può permettere di diffamare altre persone, pur tuttavia non trovo giusta la censura ‘tout court’. Non è così che si garantisce la tutela all’immagine, soprattutto bloccando un progetto di informazione libera, trasversale e orizzontale che in questi anni ha permesso a molti di avvicinarsi alla cultura o ai più disparati argomenti pur in assenza di disponibilità economiche. Insomma, la conoscenza è un bene comune che va condiviso e non mortificato e limitato come fosse il peggiore dei mali.

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