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E la prima serata è andata

Pubblicato da Riccardo Jannello Mer, 18/02/2009 - 10:45

Scrivo a caldo, dopo poche ore di sonno, le prime valutazioni di questo Festival di Sanremo e aspetto, fra poco, l'Auditel per vedere se sarò smentito o meno. La giuria ha già fatto la sua parte, bocciandomi una delle artiste che ritenevo potesse dire di più sul palco dell'Ariston, ma Iva Zanicchi ha cantato talmente male che non si poteva davvero evitarle l'onta della pre-eliminazione. Si è salvata Patty Pravo, che ha cantato ancora peggio e senza voce: la divina, la cantante glamour degli anni del Piper, è sopravvissuta a se stessa, ma le ferite si vedono. Mi ero scritto Sal Da Vinci, Leali e i Gemelli Diversi come possibili sacrificati delle giurie, e invece ci saranno anche stasera: i Gemelli Diversi con grande merito, Sal Da Vinci grazie a una vera canzone sanremese, Leali non so perché. Con la Iva nazionale, nel limbo ci sono Tricarico e gli Aterhours: il primo mi ha sinceramente deluso, i secondi sono questi, prendere o lasciare, ma è stato bravo Paolo Bonolis a rischiare e a sbatterli davanti a una platea per loro diversa e sconosciuta. Vedremo se il ripescaggio li premierà.

Dicevamo di Bonolis: si dimostra persona molto intelligente, capace, vero uomo di spettacolo. Cuce un evento popolare senza dimenticare il ragionamento colto, aiutato da uno strepitoso Benigni, che pur distruggendogli la sua creatura Povia lo aiuta anche: del tema omosessuale se ne parlerà a lungo, e anche il dibattito che Bonolis ha voluto con Franco Grillini, pur smontando anche lui le teorie del cantante elbano, ha dato sicuramente una mano a entrare di più nella canzone, che, è un parere decisamente personale, a questo punto è la vera favorita della manifestazione. Pur se io, in un mio podio virtuale, alla fine della prima esibizione comincio a tifare per Dolcenera, Alexia e per lo strano trio Pupo-Belli-Youssoun'Door. Alla fine verrà fuori anche la romanza di Renga oppure lo standard di Nicolai-Di Battista (entrambe le canzoni molto influenzate da antichi motivi), altri non penso possano inserirsi. Steso un pietoso velo sul Puccini di Mina, che non meritava tutto il gran parlare che c'è stato, speriamo che Alessia Piovan torni a fare quello che sa fare: la bellezza muta. Per il bene suo e dello spettacolo italiano.

Ultima notazione: i quattro giovani ascoltati ieri sera sono stati mediamente più bravi dei big e anche le loro canzoni mi sono sembrate più centrate. E devo dire che ho grande curiosità di ascoltare giovedì sera Simona Molinari duettare con Ornella Vanoni. Il brano scritto dalla ragazza sembra fatto apposta per la regina milanese, che, mi sa, stavolta potrà fare una figura ben migliore di quella che ha fatto la sua eterna rivale Mina masticando Nessun dorma. Che è però l'augurio di chi segue il Festival: non vi addormentate, perché mi sembra che quest'anno qualche soddisfazione in più la potremo avere. Anche se Benigni ha già dato e ci mancherà parecchio. Del Noce gli aveva chiesto di volare alto, e lui c'è riuscito,  satireggiando come solo lui sa fare e poi regalandoci la poesia eterna. Perché pur non essendo Dante, anche Oscar Wilde ci parla dell'amore assoluto. E ognuno poi può pensarla come gli pare. 

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