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Bonolis meglio di Baudo, e si capisce perché

Pubblicato da Riccardo Jannello Gio, 19/02/2009 - 13:24

Il Sanremo di Paolino Bonolis tiene gli ascolti, supera ampiamente di media il 40 per cento e batte, nella media "ponderata", di più di dieci punti l'edizione 2008 di Baudo. Non supera solo, in questa seconda serata, se stesso: nel 2005 fece un poco meglio, ma non c'è, da parte del conduttore romano, da preoccuparsi: sa tenere i ritmi, è giustamente egocentrico, ha scelto canzoni che possono accontentare un po' tutti (e anche nessuno, sia chiaro: la regola di Sanremo è comunque questa) e stasera fa scendere nell'agone gente che a Sanremo c'è stata anni fa e che non si sognerebbe di tornarci adesso, con la scusa di fare da mentori alle giovani proposte, le cui canzoni sono tutte valide, o quasi. Le più fragili ci sembrano proprio quella di Irene Fornaciari, però la figlia di Zucchero ha una gran voce, e quella di Karima: lei è davvero la più brava di tutte, ma forse meritava un pezzo migliore come testo e come musica e non solo lasciato alle sue indubbie qualità, d'altra parte ben conosciute anche a chi scrive per la comune provenienza toscana (anche se lei è figlia di un algerino). Vincerà, è probabile, ma si dovrà difendere da Iskra, che è potente e commovente al punto giusto. E stasera, mentre Karima sarà accompagnata da Burt Bacharach, la vocalist modenese schiererà i gorgheggi di Lucio Dalla per convincere ancora di più le giurie. Non mi dispiace Francesca Gilbo, la Molinari della prima serata, Perbellini. Insomma: una gara, quella delle proposte, decisamente positiva.

Che dire invece dei big? Al ripescaggio vanno Sal Da Vinci (facile pronosticarlo), ma anche, inopinatamente, Albano e Nicky Nicolai-Sergio Di Battista. Non c'è dubbio che il cantante di Cellino San Marco abbia moltissime chance di essere recuperato dal pubblico a casa (forse alla pari di Iva-furiosa-Zanicchi, a patto che canti come sa), mentre per i nostri jazzisti è una bocciatura che sorprende pensando alla grande sorpresa che fecero alla prima edizione sanremese. Ma allora avevano una canzone, stavolta hanno rabberciato un quasi standard che occhieggia a "Vorrei che fosse amore" e ad altri brani della tradizione swing. Una furbata che a ora non ha pagato. Ha invece pagato quella di Francesco Renga, che si è messo a fare il Bocelli al contrario: un cantante pop che vira verso la romanza. Qualche tonalità in meno di "Nessun dorma" sarebbe stata però, almeno dal sottoscritto, più apprezzata. Passano il turno Fausto Leali e Patty Pravo. Mi scuso coi lettori, ma nel primo caso non capisco il perché, nel secondo valgono il nude look e il carisma dell'audace ragazza del Piper, la cui voce, purtroppo, latita, ma la sensualità no, ad onta degli anni.

Insomma, un bilancio nettamente favorevole a Bonolis, con un Laurenti centrato e una Abbagnato che ha vendicato il niente di Alessia Piovan. Azzeccata la mossa Mozart-Salieri, straordinario il ricordo di De André. Bravi Claudio Santamaria (ma si sapeva) e Stefano Accorsi (una sorpresa), formidabile come sempre la Premiata Forneria Marconi: Di Cioccio, Mussida, Djvas e Fabbri, lo zoccolo duro, sono uno degli esempi più  luminosi e duraturi della nostra storia musicale. E anche per loro diciamo grazie a Bonolis che li ha portati, prima volta assoluta, all'Ariston. Piano piano scopriremo che Sanremo diventa davvero il porto della musica italiana, non solo delle vituperate canzonette. Stasera, fra gli altri, sentiremo anche Pino Daniele, che proprio sanremese non lo è...

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