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Il mittente

Pubblicato da Federica Isola Mar, 27/09/2011 - 07:59

Per iniziare a conoscere la storia di una persona si può fare un giochino (che poco ha del giochino): chiedergli chi sono le tre persone del suo passato o presente a cui scriverebbe una lettera. Chiedergli anche che cosa vorrebbe dire loro.

 

Dal racconto di queste tre ipotetiche lettere si possono tirare molti fili per ricostruire ciò che è andato positivamente e ciò che non è andato nella vita di una persona, gli incontri, i momenti importanti, le soddisfazioni e le delusioni.

 

Per molti non sarebbe facile rispondere velocemente, ci vorrebbe del tempo già per individuare i tre destinatari perché qualcuno potrebbe pensare che non c’è nessuno nella propria vita a cui vorrebbe mandare una lettera oppure qualcun altro potrebbe pensare che sono molte più di tre le persone a cui desidererebbe scrivere.

 

Già il percorso di scelta di queste persone direbbe molto sui desideri e i bisogni di chi si troverebbe a dover scegliere.

 Ancora più curioso, credo, e ancora più difficile il processo contrario. Secondo noi quali sono le tre persone che ci invierebbero una lettera? E perché?

Per chi siamo stati così importanti, chi abbiamo fatto stare bene in modo difficile da dimenticare, chi abbiamo deluso, chi non abbiamo soddisfatto, chi abbiamo fatto arrabbiare, chi ha qualcosa da dirci e, pur incontrandoci tutti i giorni, tace?

 

E’ molto più difficile individuare per chi saremmo una delle tre lettere, perché dovremmo iniziare a riflettere con la testa di altre persone, cercare di capire in chi abbiamo lasciato un segno, positivo o negativo che sia.

 

Rischieremmo delle piacevolissime o delle spiacevolissime sorprese, ma questo sarebbe il bello del confronto, dell’autenticità.

 Quando, invece, sappiamo chi ci manderebbe una lettera, quando abbiamo ben chiaro chi è il mittente è perché c’è consapevolezza, conoscenza, percezione quasi corretta di chi siamo o siamo stati per un’altra persona

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