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Grazie Ministro per quelle lacrime

Pubblicato da Federica Isola Lun, 05/12/2011 - 09:08

Solo questa mattina ho potuto vedere le lacrime del Ministro Elsa Fornero durante la conferenza stampa di ieri sera.

Non è questa la “casa” dove dire se le misure adottate sono giuste, sbagliate, eque non eque. Desidero solo soffermarmi per quel momento di commozione e stanchezza del Ministro.

Dopo tanti sghignazzi, barzellette, a cui si rideva per essere condiscendenti, tanto parlare, tanto negare, dopo tante persone che si mostravano, ma avevano i pensieri altrove, ecco che qualcuno, mentre parla del suo lavoro, si mostra in tutta la difficoltà nello svolgerlo e nel peso che si porta ognuno di noi quando cerca di eseguirlo al meglio (non è detto che sia “il meglio”).

Le lacrime e la commozione sono segnali di passione, si piange quando si perde qualcosa a cui si tiene molto, si piange quando qualcosa ci prende il cuore, si piange quando siamo emotivamente stanchi.

Qualcuno dice che “solo una donna” poteva commuoversi. Chissà, per me che vedo questa fatto solo in positivo è un complimento, per qualcun altro, generalmente chi ha paura delle proprie emozioni o chi le maneggia maldestramente lo vedrà come segnale di insicurezza o debolezza.

La debolezza sta dentro chi non fa, chi si tira indietro, chi butta fumo negli occhi degli altri, chi si mostra sempre e solo sicuro di ciò che dice. E’ una debolezza molto più difficile da smascherare, agli occhi dei più sembra forza o, al limite, arroganza.

Quando si mette passione nel proprio lavoro, nei propri interessi e in ciò che si fa della propria vita, ci sono i sorrisi, si esulta, ci si abbraccia, ci si sente “pieni”, si piange, ci si sente delusi, ci si commuove, ci si sente feriti.

E’ quando manca la passione che tutto rimane sullo stesso registro, si simulano sorrisi che sono  vuoti, non si trova un senso e spesso tutto ciò coincide con le persone più amareggiate e invidiose che si possano incontrare

 

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