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Una città è scomparsa dall'Italia

Se in genere maledici il treno perché è in ritardo, stavolta lo benedici perché in tutto quel tempo ti rendi conto d'una cosa. D'una realtà. Le notti scorse, dopo il lavoro, passeggiavo inebetito per l'atrio della stazione di Rimini. Quel diavolo d'Intercity non passava mai e allora ho fissato tutto. Anche le cartacce per terra. Poi mi sono incontrato con una bacheca: racchiudeva delle testine, tutte a colori, con sotto dei nomi. Gente giovane, anziana, di tutte le età. Gente scomparsa, anche da anni. Inghiottita dal nulla.

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Ridiamo voce alle stazioni

Le stazioni hanno perso la voce. Quella vera. Umana. Niente più "maroni" vocali. Per carità. E addio anche alle inflessioni dialettali, alle cantilene del nord, alla "seta" romagnola, alla "esse" grassa e grossa (ne ricordo una a Cesena...), ai semitoni tra l'allegro e lo spallato della ferrovia di Bologna, alle nenie friulane e ai "burocratismi" vocali dei dirigenti movimento di provincia.

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Vecchi Br, a volte tornano

Cito testualmente l'Ansa: "C'era anche l'ex Br Maurizio Ferrari tra i 5 fermati sabato scorso a Monza nei tafferugli avvenuti tra la polizia locale e un gruppo di manifestanti dell'area antagonista, che stavano protestando davanti un gazebo della Croce rossa contro il ruolo che questa svolge nel Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano. Per disperdere i giovani erano intervenuti agenti della Polizia locale e ne sono seguiti scontri, con l'intervento di agenti della Polizia di Stato, conclusisi con il fermo di 4 giovani e di Ferrari.

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Ma la gente sa chi era Calabresi?

Calabresi imbrattato. Ancora una volta. Già, il commissario Calabresi imbrattato. Ma la gente sa almeno chi era?

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Memoria, staniamo i Br ancora impuniti

Il Paese non ha perso la Memoria. Non l'ha persa per i delitti neri e rossi. Non l'ha persa, diciamo così, per le vittime. Ma solo per alcune. L'ha persa, invece, per i carnefici. Mi domando: ma dove diavolo sono i pochissimi latitanti ancora in santa pace responsabili dell'omicidio di Aldo Moro? E rispondo: sappiamo tutti dove sono, ma non li andiamo a prendere. Perché sono protetti da Stati stranieri. Protetti da una cortina di garantismo.

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A San Benedetto torna la memoria

Era ora. San Benedetto del Tronto ha deciso di dedicare una via a Roberto Peci, il fratello del superpentito Patrizio "fucilato" per rappresaglia dalle Br. Dopo anni di rimozione, la cittadina marchigiana rende onore alla memoria degli anni di piombo con un atto da applaudire. Per decenni, tra le palme di quella che fu una delle polveriere degli anni di piombo, si è voluto quasi scacciare i fantasmi.

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Se la pedofilia è un videogame

Società civile, è game over. Perché per i giapponesi anche la pedofilia è diventata un gioco. Da ragazzi. E non solo. Me ne stavo buono buono a far colazione, quando dal tg 2 arrivano le immagini di un videogame. Non uno qualunque. La trama è più o meno questa: c'è una famiglia di donnine, tra cui anche minorenni. E chi impugna la consolle, i tasti, il mouse e non so che cavolo di altro, deve violentare (sì, avete letto bene!!!) il più possibile la minorenne della famiglia. E più lo fa, più i punti schizzano alle stelle.

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Fermiamo il corteo della vergogna

Il corteo della vergogna sfila per Milano. Grida "Assassini", chiede "libertà" per i compagni arrestati. Più o meno come negli anni Settanta. In corso di Porta Vittoria una cinquantina di intruppati dai centri sociali sta marciando dopo l'udienza del processo di Milano contro le cosiddette nuove Br. E' un corteo lungo, non autorizzato, che sa di provocazione bella e buona. Questi simpatici signori hanno già lanciato petardi e acceso fumogeni.

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E lo chiamano maltempo

Qui Rimini. Oggi c'è un bel sole. Sole di primavera. Ma fino a pochi giorni fa, ha piovuto che Dio (fortunatamente) l'ha mandata. E tutti giù a lamentarsi. Allora, signori, bisogna che ci mettiamo d'accordo: quando non piove, si sparano i soliti catastrofismi. Quando piove, pure. La verità è che quest'anno le stagioni sono state regolari. Regolarissime. Con un'elevata piovosità. E bisogna ringraziare, non maledire. Poi guardi i telegiornali: eccoli lì. Cominciano a spacciare il sole come notizia, la pioggia pure e siamo alle solite.

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Il bavaglio degli uffici stampa

Povera informazione, come ti sei ridotta. Se ti guardi intorno, oggi, anche un vaso da notte ha il suo ufficio stampa. Che poi, in fondo, un ufficio stampa sapete che cos'è? E' quella "cosa" che informa, certo, ma come vuole il suo committente: istituzioni (ospedali, forze dell'ordine...) o politico che sia. Nessuno più parla, a meno che non ci si rivolga all'ufficio stampa. Che è un po' come l'avvocato: consiglia al suo cliente come vendersi, pilotandone abilmente le parole.

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