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Macché spread. Giù a lavorare

Siamo tutti economisti. Come siamo tutti allenatori quando scende in campo la Nazionale. Fateci caso: 'sti giorni, anche il più bifolco dei commentatori di aria fritta sproloquia di spread, indici, eurobond, bot e btp. A parte gli ultimi due, credo che solo un 5,5% degli italici sappia che diavolo è tutta questa diavoleria economica. In tv, professoroni e professorini fanno a gara per chi parla più difficile e noi, che stiamo come scemi davanti allo schermo, beviamo tutto quello che ci dicono.

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Il 23 novembre alla riscoperta del Lorusso inedito

A tutti coloro che sono in ascolto, lancio un messaggio dalla torre di controllo. Mercoledì 23 novembre, a Pesaro, alle 18, presenteremo il volume "Un ragazzo così, l'altra fede di Francesco Lorusso" (edizioni Quattro Venti, Urbino). Con me, ci saranno il professor Glauco Genga (relatore) e il dottor Gaetano Buttafarro (moderatore).

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Scout, volontario e rugbysta: un libro sull'inedito Lorusso

Sono passati trentaquattro anni. Ma se è quasi sacrilego non ricordarsi di Bettega, è quasi normale non rimembrarsi di Francesco Lorusso. Non lo dico io. Lo dicono i fatti. Le persone. La falla storica va divaricandosi in maniera inversamente proporzionale all'età: più si è piccoli, meno si conosce Lorusso. Che non era un calciatore e neanche un ospite di Lascia o Raddoppia. Era il ragazzo che nel '77 cambiò l'Italia. I giovani. Il loro modo di pensare. Era l'ultraventenne che cadde morto in via Mascarella, a Bologna, simbolo di quegli anni.

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Semaforo rosso ai vu' lava´

Semaforo rosso ai lavavetri. Perche` l'elemosina e` un gioco da ragazzi. Chiedetelo tra le rua di Lisbona. Cinque giorni fa, pascolando tra le traverse di avenida da Liberdade, una delle piu´esclusive, ho beccato un ragazzotto tutto muscoli e barbetta nera da mangiafuoco che stava dando una lezione di vita ai vu´ lava` di bolognese (e non solo) memoria. Niente secchio e acqua lurida, ma tre birilli in mano, un cappello nero da presentatore e calzoni da funambolo. Dietro a lui, la staffetta: una ragazza con una sfera di vetro.

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Una croce sulla politica

Sulla politica mettiamoci una croce. Quella della Chiesa cattolica. Che ha saputo dare una lezione di stile, vita e contenuto ai saltimbanchi della cosa pubblica. Nella commedia degli equivoci di Mangiafuochi, Arlecchini e Pinocchi, c'è chi non s'è venduto l'abbecedario per godersi lo spettacolo. E neanche la giubba di Geppetto, mantenendo integre dignità e sostanza.

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Perbenismo all'ultima spiaggia

Non c'è niente di peggio d'un bigotto perbenismo. Di un rigidismo messo a nudo. Sentite questa: è domenica, ora di pranzo. M'appropinquo a un chiosco a mare. Sulla spiaggia. Ho appena immerso anima e corpo in acqua. Ho una fame da lupo. Con l'asciugamano addosso (sotto sono ancora bagnato) chiedo un tavolo. Insomma, chiedo di poter fare la pappa. Il tizio che viene a ordinare mi guarda. Inorridito. "Guardi che però si deve mettere la maglietta". Pensavo a una sua premura: chissà, ho voluto pensare, forse si preoccupa che senta freddo.

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Invalidi e mazziati

Invalidi e mazziati. Datemi una stampella e solleverò il mondo. A suon di ghigni beffardi, risatine compassionevoli e intolleranze. La solidarietà zoppicante del prossimo l'ho sperimentata sulla mia pelle. Meglio: su quella del mio ginocchio col legamento appena nuovo. Un ginocchio per forza di cose gonfio, con una muscolatura da far ridere i polli, variopinto tra edemi e 'sorrisi'-cicatrici post operatori.

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Un manifesto in città: "Funerali a partire da € 1700"

La morte non ha prezzo. Nella mia città, sì: "Funerali a partire da € 1700". Così, davanti alla finestra di casa, stuzzica l'attenzione il manifesto di un'impresa d'onoranze funebri. A Pesaro, Marche del nord, finire sotto terra costa più o meno come un bel viaggio. Ma vuoi mettere: con poco più di mille euro, sali al cielo, poi arriva il macchinone scuro, quindi tocca alle corone di fiori, uguali a quelle dei campioni. E, se sei stato bravo, strappi pure un applauso alla folla. In chiesa. O al cimitero. Un'occasione da non perdere.

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Ciao Paolo

"Caro capo, un abbraccio forte e a presto!

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Lettera a una professoressa

Care professoresse (e maestre),

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