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E' iniziato l'anno dell'ambizioso coniglio cinese!

Pubblicato da Katia Gruppioni Gio, 03/02/2011 - 18:47

A mezzanotte del 2 febbraio scorso, è ufficialmente scoccato il nuovo anno cinese, l’anno del coniglio. Kung Hei Fat Choi, Xin Nian Kuai le! Gongxi facai!,cantonese e mandarino per augurarcelo gli uni gli altri, si tratta della festività più lunga del Paese – due settimane intere di vacanza – e di certo della più importante dell'anno. Detto anche Festa della Primavera, e di certo uno dei momenti in cui si rispolverano le antiche tradizioni, il capodanno è una giornata simbolo di rinascita in cui è uso comune eliminare tutto ciò che è vecchio e ricoprirsi di oggetti nuovi per ostentare ricchezza: fuochi d'artificio, musica, canti, la danza del leone e del dragone e l'immancabile processione delle lanterne, colorano questa festa che riguarda comunque principalmente l’istituzione familiare, tanto cara e comunque perno attivo della millenaria cultura cinese. E ci sono regole da seguire, tradizioni da rispettare, eccome se ci sono! Innanzi tutto, nei giorni precedenti il capodanno, ci si dedica a pulire la casa: i cinesi considerano fondamentale ‘spazzare via’, insieme allo sporco, la cattiva sorte che possono aver incontrato nell’anno che si conclude. Per lo stesso motivo riflesso, poi, le pulizie non dovranno essere ripetute nei primi giorni dell’anno – i giorni dell’ozio! – in modo da non rischiare di buttare i buoni auspici dell’anno nuovo che avanza. E poi tutti a decorare! Le porte e gli infissi delle finestre vengono spesso dipinti di rosso, il colore fortunato per antonomasia. Le stesse porte cui vengono appesi deliziosi lavori realizzati con carta ritagliata (il paper cutting è una forma d’arte cinese che risale addirittura alla dinastia Han!). Fondamentale anche sarà offrire un sacrificio al Kitchen God (il dio della cucina) del quale molte famiglie mostrano l’effigie nella propria cucina, per far sì che esso possa offrire buone credenziali della famiglia, quando se ne tornerà nei propri cieli. Il Nian Gao (dolcetto di riso appiccicoso) o sfregatine di miele da parte dei bambini sul suo poster, pare appaghino le richieste della deità culinaria. Sempre in cucina si consuma un’altra simpatica tradizione, che è quella che vede le famiglie intere preparare insieme i Jaozi (dumplings cinesi, una specie di succosi e grassi tortelloni). Una mia amica cinese sostiene che sia comune che qualche parente anziano nasconda nel ripieno un soldino, per augurare buona sorte a colui il quale il tortello fortunato se lo ritroverà nel piatto! Preparare e poi consegnare le bustine rosse (hóngbāo) decorate con simboli dorati di felicità e prosperità, riempite con il denaro fortunato. Si tratta davvero di semplici buste colorate che contengono un regalo in denaro – senza firme né dediche all’interno - e sostituiscono sia il biglietto d’auguri delle feste occidentali, sia il regalo. Le bustine rosse sono il vero fulcro delle feste e tutte le aziende, i datori di lavoro ne fanno omaggio ai propri dipendenti – in maniera proporzionata – non solo le famiglie ai propri membri. Un vero obbligo, poi, servire i cibi tipici delle feste. Le famiglie tipiche riunite passano la maggior parte delle feste a tavola a rimpinzarsi e certi piatti sono serviti proprio perché simboleggiano abbondanza e buona fortuna, buoni auspici per il futuro che si affaccia. Abbiamo detto dei dumplings, rilanciamo con le Yuanxiao (palline di riso glutinato dolci), assolute protagoniste della processione delle lanterne che simbolizzano completezza, unità e felicità e continuiamo con il Laba, una specie di porridge dolce con frutta secca e miele all’interno e che significa ‘l’otto d’oro’ riferendosi sia al giorno d’inizio delle celebrazioni della festa – l’ottavo giorno dell’ultimo mese lunare – sia al numero fortunato per i cinesi, per antonomasia. Il vassoio dell’unità –il cui significato si spiega da solo col nome - è un plateau con otto scomparti all’interno di ognuno dei quali si trovano semi di loto, nocciole, frutta candita e frutta fresca. Questi vassoi si trovano già fatti nei supermercati e nei negozi da gourmet, un po’ come i nostri pandori o panettoni. Nei giorni precedenti al capodanno, altamente verosimile sarà anche che il cinese colto vada a chiedere lumi sul suo futuro all’astrologo di fiducia, che analizza non solo il segno zodiacale, ma anche l’elemento che contraddistingue l’individuo e la sua predisposizione di vita, nonché il suo anno fortunato ed il suo colore del cuore. Sarà l’anno del coniglio, questo, e pare si preannunci per tutti un anno pieno di cambiamenti, particolarmente volto alla riuscita degli interessi economici, negligente sul piano dei rapporti interpersonali, emotivo, parecchio stressante ma con un’appagata attitudine ad accrescere il potere di chi lo desidera. Un anno da ambiziosi, insomma. Importante scegliere queste giornate per un nuovo taglio di capelli, per fare shopping di abiti (il tradizionale Qipao per le donne) ed indumenti intimi rossi. Che cosa, invece, attentamente evitare per autoctona superstizione, nel periodo del capodanno, per allontanare la cattiva sorte sempre in agguato? Innanzi tutto comprare libri in anticipo, perché la parola libro in cinese significando anche ‘perdita’ le librerie chiudono tutte e i libri guai a chi li compra. Pagare i debiti prima del capodanno, ove se ne avessero, perché è credenza che chi inizia l’anno da debitore poi lo rimanga per l’anno a venire. Non raccontare storie di fantasmi né assistere a film che ne parlino e mangiare quanti più dolci si può, per aumentare non tanto la glicemia, ma la serenità dell’anno che arriva. Più prosaicamente, comunque, il lungo periodo di inattività avrà impattanti effetti sull’economia del Dragone: tutte le fabbriche rimangono chiuse per i quindici giorni della festa, e operai e contadini tornano alle loro città natali per stare con la famiglia, conteggiando quindi circa 200 milioni di cinesi in viaggio, i quali incrementano – per non dire intasano – traffico ferroviario, aereo e stradale. Per le aziende straniere e per i mercati di sbocco dei prodotti made in china, preventivati quindi ritardi nella fornitura con conseguente perdita di giro d’affari. Pare però che il vero disagio, la reale difficoltà, la debbano affrontare le banche cinesi, in questo periodo. È proprio il periodo, infatti, in cui i prelievi e le richieste di liquidità da parte dei risparmiatori autoctoni salgono in maniera esponenziale. Per questo motivo, le principali banche del luogo si sono attrezzate alla bisogna: gli istituti di credito hanno, infatti, stabilito di concedere un tasso record del 5,9% sui depositi a sei mesi, mentre la Banca Centrale ha sospeso la vendita di titoli sul mercato per la seconda settimana e la People’s bank of China ha riacquistato titoli, per la seconda volta nei giorni scorsi, in modo da aumentare la circolazione di moneta. Tra il sacro e il profano, quindi, con massima soddisfazione del nostro ambizioso e prospero coniglio!   

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