NON BASTA un rimbalzo per concludere il viaggio al termine della notte. Però, aiuta. Qualcosa, è innegabile, è accaduto e la risposta dei listini mondiali è sempre un buon termometro per misurare la febbre ai provvedimenti della politica. Nel bene e nel male.
DA TENERE D’OCCHIO: Lorenzo Bini Smaghi, componente italiano del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, in un’intervist a ‘IlSole24Ore’, sottolinea la necessità di sganciare i tassi sui mutui dall’Euribor e a legarli al tasso di riferimento della Bce. “Per via legislativa o attraverso accordi privati. Non è giusto - sostiene - che le famiglie paghino sui loro mutui il mancato funzionamento del mercato interbencario e la sfiducia delle banche che è alla base del rialzo dell’Euribor”.
OBBLIGATI ad avere fiducia. Con tutto il coraggio che serve in una giornata che ha visto le banche centrali di Stati Uniti, Unione Europea e Gran Bretagna concordare il taglio del costo del denaro e ottenere in risposta l’ennesima picchiata dei mercati. E che ha registrato il duro allarme recessione del Fondo Monetario Internazionale. La manovra delle banche centrali, probabilmente tardiva, non è bastata a calmare un po’ la tempesta finanziaria, ma, comunque, c’è stata e ha detto che il mondo è pronto a muoversi per trovare la cura alla malattia comune.
Qualche anno fa un grande manager italiano, uomo che aveva guidato uno dei colossi pubblici prima della privatizzazione e che oggi è tornato a quei livelli, economista di grande esperienza e di lunga visione, a un convegno organizzato dall’università di Bologna al quale facevo da moderatore, disse: “Fatevene una ragione, la manifattura è morta”. Una provocazione, come nel suo stile, visto che in platea sedevano soprattutto piccoli e medi imprenditori manifatturieri.
«Nella vita delle nazioni di solito l'errore di non saper cogliere l'attimo fuggente è irreparabile»
Luigi Einaudi
ps: ritorno mercoledì
Il Piano Paulson ha ottenuto il via libera. Wall Street è partita al rialzo, poi ha tenuto il rally riducendo la velocità ma ha chiuso la settimana in ribasso. Se ne riparla lunedì
Siamo guariti? Ieri avevamo scritto che l'unica risposta seria sarebbe arrivata, paradossalmente, dal malato medesimo. Ovvero, i mercati. Una prima risposta potrebbe essere già arrivata. In attesa del varo del piano Paulson le Borse europee hanno chiuso la settimana in rally anticipando l'ottimismo sul via libera imminente al salvagente della Casa Bianca. Il Mibtel ha guadagnato l'1,82% e l'S&P/mib il
Borse europee nervose a metà giornata in attesa del via libera del piano Paulson. Intatno la banca americana Wachovia finisce alla Wells Fargo. Un’operazione che vale circa 15,1 miliardi di dollari. L’intesa ha spiazato Citigroup che in base ad una «bozza» di accordo comunicata nei giorni scorsi si sarebbe dovuto aggiudicare l’istituto. Da segnalare anche la decisione di Axel Miller, ex direttore generale della banca franco-belga Dexia, di rinunciare alla buonuscita di 3,7 milioni di euro.
SAREMO guariti?
"L'America non è solo una potenza. Non è sufficiente per il nostro paese avere una forza straordinaria. Dobbiamo essere anche un modello esemplare".
Nelson Rockfeller