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Pd e piazze

Trovo francamente curiose tutte queste analisi pensose sul Pd e la Fiom e la manifestazione eccetera eccetera. Un partito non deve aderire a manifestazioni sindacali. Ci vanno esponenti più o meno di primo piano. Compito di un partito vero è saper ascoltare le piazze, non far passarella. Il legame tra sindacati e partiti dev'essere di tipo dialettico. Non è più tempo di passaggi da Cgil a Pci e viceversa. Direte: il Pd mostra anche qui tutte le sue divisioni. Vero. Però non c'era bisogno della manifestazione di sabato per capirlo.

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Lesa maestà

Bersani va a pranzo per un'ora con Vendola. L'idea (peraltro ancora assai vaga) è mettere insieme un arco di forze, una sorta di cartello progressista, in grado di dire qualcosa al Paese. E che fanno i soliti malpancisti "mai domi"? Mettono paletti. Si indignano. Per farla breve: si accingono ad abbandonare il Pd. Per farsi i comodi loro. Complimenti, bel modo di far politica. Idealisti.

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In tre

Il quadro politico è in frenetico movimento. Partiti strani, partiti non partiti, partiti vecchi. Eppure, qualche soffio di novità (piaccia o meno) si profila. Diciamo che a destra ci saranno i cosiddetti "padani" e l'ex Forza Italia con la gran parte di An. Al centro (ma con l'occhio decisamente a destra) Rutelli, Casini, Montezemolo e, ormai mi pare assodato, Fini. Il fronte progressista con Pd, vendoliani, socialisti e verdi. Resta fuori, a mio avviso, la sinistra più o meno antagonista.

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Parla lui

Dunque: Rutelli dà lezioni a tutti. Dice che il bipolarismo è fallito. Dice che lui aveva previsto tutto. E lo dice dopo essere passato dal Pd all'Api. Cioè dopo aver abbandonato un partito di cui era cofondatore. Visto che ci spiega tutto così brillantemente, ci saprebbe anche dire come mai ha fatto perdere Roma (Roma, dico, non un paesino) al centrosinistra?

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Federalismo fiscale

Scusate, devo essermi perso qualcosa. Sapete mica che fine ha fatto il federalismo fiscale?

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Un paese normale

Provate a sognare, siamo nel fine settimana dopotutto. Un Paese normale, con una maggioranza e un'opposizione. Che non si delegittima, ma che fa politica. La politica come strumento per cambiare le cose e combattere le ingiustizie. Una politica in mano a professionisti che se ne intendono. Sognare, ogni tanto, non fa male...

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Professionisti? Sì, grazie

Avete notato che, da quando i partiti sono deboli (cioè dal 1992), l'economia va malissimo? Quindi, non fidatevi (mai) della "società civile". Meglio affidarsi ai professionisti. Della politica.

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Punti cardine

La politica deve governare l'economia. E non viceversa. La politica deve essere fatta da professionisti. La "società civile" ha bisogno di indirizzo politico, se no è puro populismo demagogico. La politica deve riaffermare il suo primato. Tutto il resto è un dettaglio.

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La vera emergenza

L'agenda politica è fitta fitta. Ma la vera emergenza si chiama lavoro. La ricetta non è aspettare che la crisi scompaia e che la disoccupazione, chissà come, passi. Troppi disoccupati, troppi precari. E le forze progressiste europee, se davvero vogliono rappresentare un'alternativa alle destre, si sbrighino a trovare delle soluzioni credibili.

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Un leader normale

A Cortona, Bersani ha fatto un discorso chiaro, sintetico, molto attento al lavoro e all'economia. Senza urli e insulti. Insomma, un leader "normale". Non è che magari il Pd si candida a qualcosa? Che so, governare?

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