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A proposito di alleanze

Curioso: tutti a chiedere al Pd con chi si vorrà alleare alle prossime competizioni elettorali (ammesso che ci siano). Vendola o Casini? La Fed o Di Pietro? Insomma, i soliti giochetti che stuccano. Il percorso dev'essere un altro: il Pd, di gran lunga il maggior partito dell'opposizione, presenta un programma. Saranno poi gli altri partiti (che hanno molti meno voti) a giudicare e a scegliere se correre o meno con Bersani.

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Letture consigliate

C'è un agile libretto, fresco, stimolante e molto attuale, che si intitola "Costituzione della Repubblica". In esso si spiega che l'Italia è una repubblica parlamentare. All'articolo 67 c'è scritto che "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Così, tanto per rammentarlo a chi vuole elezioni anticipate.

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Emergenze vere

La disoccupazione  è arrivata all'11 per cento. Parlo di disoccupazione reale, non di quella mascherata dalla Cassa integrazione. I consumi delle famiglie, e questo è un dato tragico della crisi feroce che stiamo attraversando, calano drasticamente. A Napoli e dintorni succede quel che succede. Insomma, l'emergenza è massima. E quindi, francamente, sapere se quel ministro resta o va con l'ennesimo partito del sud mi pare secondario. Meglio pensare alla politica. Meglio ancora se ci pensano politici di professione.

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Neo-comunisti

E' dunque nata, con congresso ufficiale, la Fed, Federazione della sinistra. Accorpa (con quali esiti si vedrà) il Pdci di Diliberto, il Prc di Ferrero e Socialismo 2000 di Salvi. Che cosa c'entri Salvi, antico riformatore, ho da capirlo, ma tant'è. Diciamo che mi lascia perplesso un partito che si rivolge a Vendola (fatto fuori politicamente da Ferrero non tanti mesi or sono) e che spera in un patto con Bersani per tornare in Parlamento. Comunque, vedremo.

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Neo-comunisti

E' dunque nata, con congresso ufficiale, la Fed, Federazione della sinistra. Accorpa (con quali esiti si vedrà) il Pdci di Diliberto, il Prc di Ferrero e Socialismo 2000 di Salvi. Che cosa c'entri Salvi, antico riformatore, ho da capirlo, ma tant'è. Diciamo che mi lascia perplesso un partito che si rivolge a Vendola (fatto fuori politicamente da Ferrero non tanti mesi or sono) e che spera in un patto con Bersani per tornare in Parlamento. Comunque, vedremo.

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Neo-comunisti

E' dunque nata, con congresso ufficiale, la Fed, Federazione della sinistra. Accorpa (con quali esiti si vedrà) il Pdci di Diliberto, il Prc di Ferrero e Socialismo 2000 di Salvi. Che cosa c'entri Salvi, antico riformatore, ho da capirlo, ma tant'è. Diciamo che mi lascia perplesso un partito che si rivolge a Vendola (fatto fuori politicamente da Ferrero non tanti mesi or sono) e che spera in un patto con Bersani per tornare in Parlamento. Comunque, vedremo.

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Le intuizioni di Walter

Radicali in agitazione. Non firmano la mozione di sfiducia e fanno capire che potrebbero sostenere questo governo. Legittima posizione. Mi chiedo solo se qualcuno ricorda quando Veltroni accolse Radicali e Idv nelle liste del Pd, salvo non volere assolutamente i socialisti di Angius, Villetti, Boselli né la sinistra radicale. Risultato: i dipietristi fecero un gruppo a parte (nonostante l'impegno a fare un solo gruppo) e ora i radicali si smarcano. Insomma, l'ennesimo capolavoro dell'ex sindaco di Roma si rivela in tutta la sua (triste) realtà.

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Rieccoli

Veltroni e la minoranza del Pd tornano all'attacco. Con un curioso ragionamento: siccome il Pd perde a sinistra, bisogna buttarsi a rincorrere il centro. C'è anche chi non ha pudore e ripropone il "partito a vocazione maggioritaria". Dimenticando le clamorose bocciature ricevute. Era solo il 2008 e il fronte progressista ebbe il peggior risultato della sua storia.

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Un gesto obbligato

Penati si è dimesso da responsabile della segreteria di Bersani. Non c'era altra strada dopo il risultato di Milano. Non solo e non tanto per la scarsa affluenza alle primarie o per la vittoria di Pisapia (tutt'altro che un estremista ma un normalissmo avvocato garantista e molto, molto borghese), quanto per aver trascinato Bersani in un'avventura di cui il Pd non aveva affatto bisogno. Un dato è comunque certo: queste primarie vanno ripensate.

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Il Pd rifletta

A Milano ha vinto (nettamente) Pisapia. Può piacere o meno, ma il Pd deve riflettere. Non solo sul risultato (che dimostra come questa ossessiva ricerca del "centro" non paga), ma anche sui partecipanti (decisamente pochini). Bene ha fatto il gruppo dirigente del Pd meneghino ad andarsene dopo anni di gestione non brillantissima, diciamo così.

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