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Fiat, tutti rispettino tutto

Come sostiene (giustamente) D'Alema, il risultato del referendum va rispettato. Non è stato un trionfo di Marchionne, comunque la si pensi. E' drammaticamente mancata la politica. Ora, l'importante è capire il senso di questo voto. E capire vuol dire ascoltare tutti. Non fare il tifo. Il tifo è roba da stadio. Meglio occuparsi di politica.

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Conta evitata

Dunque, la relazione di Bersani passa con 127 voti a favore, 2 contrari, 2 astenuti (i prodiani Zampa e Santagata). Modem, vale a dire Veltroni & c., evitano di votare. Che dire?

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Segnatevi in agenda

Sull'agenda di domani segnate il 13 in rosso. C'è la direzione del Pd. Credo che ne sentiremo delle belle. Bersani è stato chiaro: "Non faremo il giro delle sette chiese" in tema di alleanze. Vedremo che cosa farà la minoranza e se ci sarà un'accelerazione sull'ipotesi-scissione. Non azzardo previsioni per evitare brutte figure. Ma qualcosa mi dice che niente potrebbe essere più come prima.

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Tenaglia

Il 13 la direzione del Pd convocata da Bersani. E i "rottamatori" (ma di che cosa?) fanno il dispettuccio e convocano una controdirezione il 12. Intanto, Veltroni (primo firmatario del disastroso "partito liquido" che ha portato in Parlamento l'Italia dei Valori e che delineava un partito senza iscritti) porta le sue truppe al Lingotto non si capisce bene a fare che cosa. Manovrette che, secondo me, puntano alla scissione.

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Cose serie

Il ministro Tremonti ha (giustamente) messo l'accento sul fatto che la crisi economica non è affatto passata. Anzi. Alcuni dati ci dicono che i rincari saranno tanti e più o meno duri. Gas, acqua, assicurazioni, rifiuti: ogni famiglia italiana dovrebbe spendere circa 1000 euro in più all'anno. Con il potere d'acquisto dei salari fermo a vent'anni fa. Ecco, senza voler fare sciocchi populismi, direi che questi sono gli argomenti di cui la politica dovrebbe occuparsi. E' troppo difficile capirlo?

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Finalmente

Il Pd, se non ho capito male, accantona le primarie. Buona, anzi ottima, notizia. Meglio lasciar perdere perniciosi esempi d'oltreoceano. E ora, veloci a occuparsi dei problemi del Paese. Che sono tanti. A cominciare dal caso-Fiat.

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Pd agitato

Arturo Parisi e altri - per anni e anni convinti sostenitori della necessità di fare un partito che unisse i "moderni riformismi" - dichiarano che, d'ora in poi, avranno le "mani libere". E, fin qui, niente di strano, anzi. E' fisiologico che in un partito si voti e che ci siano maggioranze e minoranze (le tanto vituperate correnti).

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Battaglie e riforme

Una delle sfide decisive per la sopravvivenza del Governo sarà il federalismo. Di cui, peraltro, la stragrande maggioranza degli italiani ha un'idea molto vaga (e uso un eufemismo). Credo comunque che, ammesso e non concesso che si arrivi a qualcosa, il federalismo debba prevedere un forte ruolo di coordinamento dello Stato. Che sia fondato sulla sussidarietà (e non mi pare che i primi provvedimenti vadano in tal senso) e soprattutto sulla collaborazione stretta fra i vari livelli di governo. 

 

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Per il 2011

Il secolo e mezzo dall'unità è molto sentito. Anche se poco praticato in un Paese che ha un Nord ricco ma furibondo per ragioni più o meno vere e un Sud che rischia il ribellismo d'antica memoria. Pensate che ci sono moltissimi movimenti "neoborbonici"... Ecco, diciamo che l'Italia deve ritrovare le ragioni del suo stare insieme. Un bell'impegno. Che i nostri politici devono assumersi. In pieno. Pena ulteriori disastri.

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Programmi e alleanze

Il Pd non si deve impiccare sulla questione delle alleanze. Prima proponga - come sta facendo l'attuale gruppo dirigente - alcune  proposte programmatiche di base. Poi, saranno gli altri a decidere se aderire o meno. Ma i 'democrats' non devono assolutamente inseguire nessuno. Che si chiami Vendola o Rutelli. Il Pd è il maggior partito dell'opposizione, non dimentichiamolo. E come tale si deve comportare.

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