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Disciplina

E' abbastanza curioso il dibattito che si è sviluppato sui cosiddetti "rottamatori" pronti per la kermesse fiorentina. Se il leader di un partito o i suoi maggiori esponenti chiedono un minimo di coesione vengono accusati di voler tarpare le ali al nuovo che avanza. A parte il fatto che questo "nuovo" deve dimostrare sul campo di saper fare qualcosa oltre che brillanti interviste, bisognerebbe capire un concetto semplice semplice. E cioè che in un partito ci vuole disciplina. Non è che ognuno fa e dice un po' quel che gli pare.

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Nervosi

Leghisti nervosi, mi pare. Probabilmente si sono resi conto che, dati i tempi, il loro federalismo non è più tanto nell'agenda di governo. E poi c'è un problema: nessuno c'ha mai spiegato che tipo di federalismo volessero i signori del Nord. Il che non è poco, diciamo.

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Ma loro dov'erano?

Il presidente Fini sostiene che Marcegaglia, leader di Confindustria, ha ragione. Sarà. Ma io mi chiedo: questi industriali sempre pronti a dar lezioni alla politica che cosa hanno fatto in questi anni? Non pensano di avere qualche responsabilità? Il nodo della questione è quindi sempre il solito: la politica dev'essere forte e guidare l'economia. Se accade il contrario è ovvio che il Paese vada in crisi. E che la gente sia sempre più nauseata.

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Politica ed economia

Confindustria attacca il Governo. Di più: dà lezioni alla politica. Succede, se quest'ultima perde il suo primato a favore dell'economia e della finanza e se inneggia alla società civile.

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Il vero problema

Mentre in alto c'è chi pensa che il problema siano i dipendenti pubblici (dimenticando che, in rapporto alla popolazione sono assai di meno che in Francia e in Germania), Draghi (non il leader dell'opposizione) dichiara che la disoccupazione è oltre l'11 per cento. Ecco il vero problema. Il resto sono chiacchiere.

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Sostiene Fioroni

Se i sondaggi danno il Pd appena sopra al 24% bisogna prendere atto che non funziona "l'ossessione di ampliare consensi a sinistra" e va invece rilanciato il "profilo riformatore" del partito. E' quanto afferma Beppe Fioroni. "Possiamo migliorare - spiega - se il Pd accentua il proprio profilo riformatore e con coraggio lancia la sfida del cambiare e del modernizzare questo Paese, diventando interlocutore per quel 40% che a oggi non voterebbe".  E secondo Fioroni il non-voto dove sta? Al centro?

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Anche questi

Ora è il momento dei "rottamatori". Poi di Vendola. Vi ricordate la Serracchiani? E i mal di pancia di una parte degli "ex popolari"? Ma è possibile che, invece di affrontare la drammatica crisi economica che sta investendo l'Italia, ci sia sempre qualcuno nel Pd pronto a fare il primo della classe? Perché non parlare più di contenuti e meno di contenitori?

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Contenuti

La situazione economica (con un debito pubblico impressionante) non permette molte chiacchiere. Certo, la questione della leadership, per il centrosinistra, è importante. Ma va misurata con le proposte concrete. Una su tutte: la riforma fiscale. E misure di sostegno per imprese e lavoro. Il potere d'acquisto dei salari, per il cosiddetto ceto medio, è uguale a venticinque anni fa. E a pagare balzelli d'ogni genere e tipo sono sempre gli stessi. Pochi esempi per capire che, se vogliono, Bersani e i suoi hanno di che lavorare.

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Bravo lui

Il Pd ''dimostra l'incapacità di fare una opposizione vera''. E' il parere del segretario del Prc Paolo Ferrero. Noto per dirigere un partito che ha fatto cadere il governo Prodi per ben due volte. E di non essere riuscito a entrare in Parlamento. Complimenti vivissimi.

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La missione del Pd

Il Pd potrebbe fare opera meritoria mediando tra i sindacati per riportare l'unità, essenziale in questo momento. La crisi morde, i disoccupati aumentano, le politiche di alleggerimento fiscale sui ceti medi latitano, gli stipendi hanno lo stesso potere d'acquisto di venticinque anni fa, il debito pubblico dilaga. Siamo in piena emergenza. L'unità dei sindacati è fondamentale. Tenendo fermo un concetto: i sindacati e i partiti sono due cose diverse. E a dirigere i partiti è bene che ci siano professionisti. Come una volta: capaci di governare l'economia.

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