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Elezioni. Subito

"Io la penso così: elezioni subito!''. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (Pd). ''Per recuperare credibilità - spiega - abbiamo bisogno di un Governo autorevole e di un Parlamento che si occupi sul serio dei problemi del Paese''.

Letto. Sottoscritto. Firmato.

Finalmente qualcuno che ragiona in questo caos.

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Idee vecchie. E dannose

Mentre il modello neoliberista mostra il suo epocale fallimento, che cosa succede a Firenze? Che un gruppo, più o meno omogeneo, di iscritti al Pd ripropone schemi alla Blair. Insomma: il vecchissimo che avanza. Il tutto mentre i cittadini europei si dannano l'anima per obbedire alla Bce. Allora sarà meglio chiarire una cosa, banale banale: le regole e le decisioni sono appannaggio della politica. Non dei mercati. Né, tantomento, delle agenzie di rating.

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Imbarazzante Pd

Allora: il Pd perde in Molise. Perde come lista. Fa vincere un candidato del centrodestra. E poi che cosa fa? Invece di chieder conto alla dirigenza (quantomeno quella locale) di simile capolavoro, se la prende con Grillo. Roba da non crederci. Sarà bene che i 'democrats' si diano una regolata. Perché non riuscire a battere un centrodestra ridotto così è davvero grave. E fa temere che, in questo benedetto paese, non sia possibile nemmeno lontanamente ipotizzare un'alternativa.

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Causa e malattia

E' evidente che la strada indicata dalla Bce è la causa della malattia che sta investendo l'Occidente. E' altresì evidente che il neoliberismo ha drammaticamente fallito. Che però ci sia chi, nel Pd (vedasi Letta e Tonini per fare un esempio), non riconosca l'iniquità di queste 'ricette' è veramente incredibile. Sarà Bene che Bersani chiarisca la linea del suo partito. Il prima possibile.

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Una sola possibilità

Agenzie di rating, economisti, esperti di finanza e urlatori di Borsa. Basta così. C'è un solo modo per uscire dalla tempesta: che la politica ritrovi la sua forza. Una volta si diceva (e le cose non andavano poi così male): il suo primato. Possibilmente con dei professionisti e con una legge elettorale seria (ottima quella tedesca).

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Settimana decisiva

Da domani via a una settimana decisiva. Specie per capire il futuro di questo governo. Si comincia con la missione in Tunisia per la delicata questione-migranti, per passare al dibattito alla Camera a partire da martedì. Ne vedremo delle belle. E capiremo se il governo avrà ancora frecce al suo arco. Preparatevi...

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Prove di dialogo

In una Roma insolitamente umida e piovosa è andato in scena, alla festa socialista in San Giovanni, un interessante dibattito. Protagonisti: Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc e prossimamente del Terzo Polo (ma non chiamatelo così se non si offende: dite 'Nuovo'), Rosy Bindi, presidente del Pd e Riccardo Nencini, segretario del rinato (e ci pare in ottima forma) Partito socialista italiano. Per ora non usciranno 'sante alleanze'. Né apparentamenti tra soggetti troppo diversi.

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W i partiti

Vi lamentate perché in Italia le cose funzionano poco? Ben vi sta. Avete voluto la "società civile"? Avete detto che i partiti erano strumenti obsoleti? Ecco. Questo è il risultato. Perché, sia ben chiaro, i partiti hanno insegnato a leggere e scrivere agli italiani. E i maestri potevano chiamarsi Nenni, La Malfa, Berlinguer, Moro, Almirante, Malagodi. Maestri veri. Con cui litigavi. Ma solo nell'interesse del Paese. E poi, magari, ci andavi a prendere il caffè...

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Bizzarro Paese

Ma vi rendete conto in che razza di paese viviamo? Tra poco gli umoristi dovranno emigrare all'estero per trovare lavoro. Tralasciamo il federalismo che, a usare un eufemismo, ancora dobbiamo capire a che cosa serve. Tralasciamo il centrodestra nel suo insieme. Tralasciamo che esiste un presidente della Camera che continua a occupare lo scranno più alto di Montecitorio salvo fare il capopartito e augurarsi che si dimetta il capo del governo. Ma come fare a non mettersi le mani nei capelli nel vedere lo spettacolo nel e del Pd? Che vi avevo detto?

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Già dato

Va bene, ci siamo abituati. Però, il ritorno (l'ennesimo) di Veltroni mi suscita un solo ragionamento, chiamiamolo così: abbiamo già dato.

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