Gmail in tilt, un esercizio per la psiche
"E adesso come faccio?": confesso di essermi sentita smarrita, quando stamattina la casella di posta personale su Gmail risultava inaccessibile. Eppure non ero 'scollegata' dal mondo, visto che la posta di lavoro funzionava senza problemi. A quanto pare, analogo smarrimento ha colpito anche qualche altra decina di milioni di utenti. Posso vivere settimane senza la mail (se sono in ferie), perché mi secca terribilmente restare parzialmente a secco per qualche ora? La risposta che mi sono data è: 'stato di assuefazione pesante'.
Sono (siamo?) così abituata a dare per scontata la disponibilità di alcuni servizi tecnologici come mail e cellulare, da non ammettere deroghe. Posso (possiamo?) decidere quando staccare la spina, ma non posso (non possiamo?) delegare a qualcun altro la 'mancanza di collegamento. Insomma, il black out va bene se lo decido io, non se viene imposto.
Mi consolo pensando che l'assuefazione, per quanto pesante, non è ancora dipendenza. E che 'stacchi imprevisti' come quello di oggi, possono solo far bene alla psiche.
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