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Ecco perché Facebook si quoterà a Wall Street

Pubblicato da Franca Ferri Mer, 30/11/2011 - 11:05

FACEBOOK è pronto a quotarsi in Borsa: coi suoi 700 milioni di utenti (21 solo in Italia, di cui 13 guardano il sito almeno una volta al giorno), il social network viene stimato 100 miliardi di dollari, e l’obiettivo sarebbe raccoglierne 10. Secondo il Wall Street Journal, i prospetti sono pronti e David Ebersman, direttore finanziario di Fb, sta discutendo l’operazione con le banche della Silicon Valley. Ci sarebbe una data: fra aprile e giugno 2012. Se davvero accadrà e con le cifre che circolano oggi, sarà una quotazione record, ma solo per le società internet: Google raccolse 1,9 miliardi di dollari nel 2004, ampiamente superata dai 19,7 miliardi di Visa nel 2008 e dai 18,1 miliardi di Gm nel 2010.

I tanti condizionali sono d’obbligo. Non è la prima volta che si parla di Ipo (Initial public offering, offerta pubblica di acquisto) per la società creata da Mark Zuckerberg. Ma lo stesso fondatore finora è stato molto cauto, per non dire restio, a entrare a Wall Street. A inizio novembre ha dichiarato: «Non è uno degli argomenti a cui penso in continuazione», e a quanto risulta non ha ancora preso una decisione definitiva. 

È VERO che la Borsa americana, pur con le turbolenze degli ultimi mesi, è praticamente in parità rispetto al 31 dicembre 2010, ma è altrettanto vero che le concorrenti appena sbarcate a Wall Street, dopo gli entusiasmi iniziali, non vanno proprio benissimo: negli ultimi 5 giorni Groupon, che si è quotata a novembre, è scesa del 42%, ed è scesa sotto il valore iniziale, mentre LinkedIn, il social network ‘professional’ ha ceduto il 36% (ma vale comunque un terzo in più rispetto al giorno dell’Ipo, il 19 maggio di quest’anno).

Questa volta però a favore della quotazione gioca un elemento nuovo e diverso: Fb sta per superare i 500 azionisti, e a quel punto la società sarà costretta a presentare pubblicamente i propri bilanci. Tanto vale andare in Borsa (le società quotate hanno l’obbligo di rendere pubbliche le info finanziarie) e raccogliere 10 miliardi di dollari o più da investire nella crescita.

 

(pubblicato su Quotidiano Nazionale il 30 novembre 2011)

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