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Da Twitter: il racconto di Reza, imprigionato a Evin

Pubblicato da Franca Ferri Lun, 29/06/2009 - 11:53

Una delle voci più credibili da Teheran è tornata a parlare su Twitter. E questa notte ha raccontato, spezzettata in tweet da 140 battute l'uno, cosa è accaduta a Reza, uno dei tanti studenti imprigionati dopo le proteste dei giorni scorsi. E' una incredibile testimonianza di cosa accade dentro il carcere di Evin, gestito dai Basji, la milizia paramilitare che sta terrorizzando il paese. Ne traduco il racconto:

"Reza è stato preso a Teheran, e ha detto che con lui è stata catturata gente di tutti i tipi, anche chi stava semplicemnte camminando per strada.

Ha trascorso le prime 48 ore in arresto al livello -4 di un edificio, senza ne cibo ne acqua. Secondo Reza alcuni dei feriti sono morti: c'era un taxista che sembrava morto.

Sembrava che non avessero idea di cosa fare con tutta quella gente. Secondo le stime di Reza, in ogni stanza c'erano circa 200 persone, e non ci si riusciva neanche a sedere per terra.

Non gli hanno tolto le manette di plastica per un giorno e mezzo, e ogni tanto passavano a picchiare a casaccio. Unica eccezione, non li colpivano direttamente in faccia.

Il secondo giorno sono arrivati con dei fogli per costringere gli arrestati a firmarli: erano confessioni prestampate in cui si diceva che chi firmava era membro di una organizzazione pro- Mousavi.

E che erano stati pagati per andare in strada e dire delle cose, ammettendo così di aver violato la sicurezza nazionale e l'islam.

Reza ha detto che qualcuno ha firmato, altri hanno messo nomi e firme false. Non c'erano abbastanza prestampati per tutti.

Nei due giorni seguenti c'è stato un viavai di agenti governativi di ogni tipo: facevano spostare i detenuti, costringendoli a camminare o a stare in piedi.

E' arrivato un uomo che ha detto loro che sarebbero stati rilasciati in giornata. Poi un altro che ha detto che sarebbero rimasti in prigione dieci anni. Sembra che quella notte abbiano rilasciato qualcuno, ma Reza è stato trasferito nella prigione di Evin.

Alle tre di notte dopo il secondo giorno di prigionia hanno cominciato a spostarli coi furgoncini.

Reza ha sentito parlare un autista con un basiji del fatto che la prigione di Evin era piena. Reza non aveva idea di come scegliessero chi trasferire.

Ci sono volute quasi tre ore per arrivare alla prigione. Reza dice che l'autista sembrava 'vagare per le strade'. Un'altra ora è passata solo per stare in fila all'entrata della prigione e compilare i moduli.

Il primo giorno lo staff della prigione di Evin ha cominciato a cercare i feriti per curarli.

Poi c'è stato un altro 'show della confessione', questa volta con la promessa di libertà immediata o di nuove accuse.

Negli ultimi giorni, ha detto Reza, sembrava che i carcerieri si fossero organizzati un po' meglio e cominciassero a cercare casi più specifici fra le gente arrestata.

Sfortunatamente la madre di Reza ha detto tutto quello che sapeva a un uomo che le ha telefonato da Evin.

L'uomo le ha promesso che Reza sarebbe stato rilasciato se era davvero innocente.

Ma dopo aver saputo che era uno studente, lo hanno trasferito a un livello di carcere più duro con altri prigionieri. Secondo Reza c'erano anche degli studenti del Policlinico.

Le guardie non li hanno fatti dormire, tenendoli svegli tutta la notte.

Al mattino è arrivato un uomo che si è presentato come un agente dell'intelligence, e ha detto che avrebbe filmato la loro confessione con una telecamera. Ha promesso che se avessero confessato di fronte alla telecamera, li avrebbe liberati subito, e che non si dovevano preoccupare di nulla.

Quella sera verso le 10 hanno rilasciato Reza, e la sua famiglia l'ha portato subito in ospedale. Dove è stato curato per una emorragia interna".

A questo punto il blogger annota: "Ho saltato alcuni degli incidenti, come mi ha chiesto Reza. In questo momento è molto debole, sia fisicamente che psicologicamente, e non voglio mettergli più pressione ora. Oggi abbiamo mandato una lettera a Karoubi descivendogli tutto quello che sappiamo delle condizioni degli studenti"

Ora Reza è stato radiato dall'Università ed è sotto sorveglianza del governo.

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