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Apple, l'effetto Steve Jobs è senza freni

Pubblicato da Franca Ferri Lun, 17/10/2011 - 23:33

Il culto di Steve Jobs non perde un colpo: quattro milioni di iPhone4S venduti nei primi 3 giorni, in sette Paesi (in Italia arriverà il 28 ottobre). Nel 2007 c’erano voluti 74 giorni per vendere il primo milione di iPhone di prima generazione. Nel weekend appena passato decine di migliaia di persone si sono messe in fila agli Store, compreso Steve Wozniak, che con Jobs fondò Apple nel 1976.    Una sorta di rito collettivo di celebrazione: «È l’ultimo omaggio che gli possiamo fare». «Sarà la sua creazione postuma». «È un atto di lealtà», dicevano i fedeli in attesa per giorni, da Tokio a Londra. C’è chi ha abbandonato il Blackberry: «Non è bello avere un telefono e non poterlo usare», spiegava una ragazza in coda a New York. Oggi la Rim è corsa ai ripari, offrendo 100 dollari in app da scaricare come risarcimento per il blackout della scorsa settimana, ma ormai la spinta a «cambiare chiesa» è partita.   Il rito privato, invece, si è svolto domenica sera a Stanford, nella stessa Università dell’ormai immortale discorso «Stay hungry, Stay foolish (restate affamati, restate folli)», nel 2005. C’erano i vip, a partire dall’ex presidente Bill Clinton. L’invito era spedito dall’associazione filantropica Emerson, fondata da Laurene, la vedova di Jobs. Hanno risposto Bono, Al Gore, il rivale di sempre Bill Gates, Joan Baez (che forse ebbe un flirt col giovane Steve), Maria Kennedy Shriver, la moglie separata dell’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger. E ancora gli attori Stephen Fry e Tim Alley, tutto il Gotha della Silicon Valley: il Ceo di Google Larry Page, quello di Oracle Larry Ellison, Michel Dell fondatore dell’omonima casa informatica. C’era perfino il magnate australiano Rupert Murdoch: la sua News Corp è convolta nella creazione di The Daily, il quotidiano per iPad.   Nell'elenco (ufficiale)  brilla per assenza Mark Zuckerberg, il fondatote di Facebook, da più parti indicato come possibile 'erede' del ruolo carismatico di Steve.   I dettagli della cerimonia non sono stati resi pubblici, ma i big della Silicon Valley si sarebbero alternati sul palco. Un elenco di chi ha parlato non è disponibile. Ma l'attore inglese Stephen Fry, in un messaggio Twitter ha scritto: ''Non so se ci sia stata mai una celebrazione più bella. Tutti quelli che hanno parlato lo hanno fatto con passione, amore e semplicità''.   Ma non sono state queste le uniche occasioni per santificare il genio di Cupertino: il governatore della California Jerry Brown, ha dichiarato la domenica appena trascorsa 'Steve Jobs Day': ''Nella sua vita e nel suo lavoro ha incarnato il sogno californiano. Definirlo persona influente è riduttivo, le sue innovazioni hanno trasformato l'industria informatica e i prodotti che ha concepito e introdotto sul mercato hanno cambiato la maniera in cui il mondo intero comunica''.   Mercoledì 19 nel piccolo anfiteatro dell’azienda a Cupertino ci sarà un’altra celebrazione, riservata ai dipendenti della Mela. E martedì 18 Apple diffonderà i dati trimestrali, che nelle ultime occasioni hanno sempre fatto boom. L’effetto Steve Jobs sembra destinato a durare.

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