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Clima: senza numeri sui tagli, Copenaghen sarà un fallimento

dall'inviato ALESSANDRO FARRUGGIA - POZNAN _ "Se l'accordo che ci auguriamo di raggiungere nel dicembre del 2009 a Copenaghen non conterrà numeri espliciti per la ulteriore riduzione dei gas serra per i paesi Annesso 1, cioè per i paesi sviluppati, allora dovremo parlare di fallimento del processo avviato a Bali lo scorso anno>. Non si nasconde dietro a un dito Ivo De Boer, segretario esecutivo della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici. Niente numeri significa fallimento.

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A Bruxelles cambia il vento. E Poznan respira: now we can...

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Clima: nuvole nere su Poznan. Da Bruxelles spira un vento gelido.

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Risparmio energetico, contrordine: almeno sparisce la retroattività. Respira chi si era fidato dello Stato.

Ad ametterlo è stato lo stesso Tremonti, nel corso dell'audizione delle commissioni riunite Bilancio e Politiche comunitarie alla Camera. La retroattività nel taglio dei contributi del 55% per interventi di risparmio energetico, ha detto il ministro, «non ci può essere e il Parlamento lo correggerà».

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Il gioco dell'oca climatico: un passo avanti e mezzo indietro.

Dice: facciamo qualcosa per salvare la Terra. A parole son tutti (o quasi, vero Stati produttori di petrolio? vero aziende petrolifere o del carbone?) d'accordo. A parole. La verità è che tanto i cambiamenti climatici sono un problema pressante, tanto i tempi del protocollo di Kyoto sono esasperatamente lunghi.

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Verso l'american dream team. Obama, la Clinton e magari....

del 22 novrembre 2008

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Obama: la sfida climatica è una opportunità

STABILIZZARE le emissioni di gas serra ai livelli del 1990 entro il 2020 e tagliarle dell’80% — l’ottanta per cento! — entro il 2050. Questa era la coraggiosa promessa del senatore Barack Obama prima di avviare la corsa per la Casa Bianca. E questa stessa promessa il presidente eletto Barack Obama ha ribadito l’altroieri. Pacta sunt servanda.

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=49505330904&h=bH4C1

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IL VIDEO DEI DISCORSI DI OBAMA E MC CAIN

E' stata una magica notte.Che la ragione temeva sul filo, immaginava aggrappata a una incollatura e che il cuore e che la volontà di cambiamento dell'America dopo atto anni di Bush, una profonda crisi economica e un candidato che incarnava davvero la speranza di cambiamento ha invece trasformato in una autentica valanga a favore di Barack Obama: quando manacano ancora i risultati di North Carolina e Missouri (che dovrebbero finire uno a testa) Obama ha conquistato cinque punti percentuali in più, rispettioi sondaggi ne ha persi so

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Obama o Mc Cain, chiunque vinca sarà un successo per il clima.

La lotta ai cambiamenti climatici ha un disperato bisogno dell'America. E dopo la presidenza di George W. Bush _ francamente disastrosa da un punto di vista ambientale _ l'America si accinge a voltare pagina e a riprendere il posto che le compete per le sue credenziali scientifiche, tecnologiche, culturali: guidare la lotta alla grande emergenza ambientale dei nostri tempi, il riscaldamento del pianeta. Era ora.

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Il Wwf: siamo in recessione. Ecologica

Oltre che in recessione economica, siamo anche in recessione ecologica. E in stagione di tempeste finanziarie non ce ne rendiamo minimamente conto. A denunciarlo è il rapporto "Living Planet 2008" del WWF. Che merita di essere letto perchè solleva problemi scomodi, ma reali.

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