• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Clima: a Durban ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio

Pubblicato da Alessandro Farruggia Mar, 06/12/2011 - 20:34

Gratta gratta, sotto viene sempre fuori qualcosa. In queste ore alla conferenza sul clima di Durban si parla molto di una possibile (e rivoluzionaria) intesa che viene portata avanti dall'Unione Europe e che potrebbe trovare il consenso della Cina e di altri paesi in via di sviluppo tra i quali Brasile e Sudafrica.

Ma nella vicenda delle trattative sul clima, e piu in generale della storia delle emissioni di gas serra in atmosfera, ci sono ben poche anime candide. Non lo è l'Europa, che cerca di farsi perdonare un contributo storico da grande inquinatore, non lo sono gli Stati Uniti che si sono chiamnati fuori da ogni impegno, non o è la Cina, che grazie al suo incontrollato sviluppo basato da un punto di vista energetico sul consumo di carbone ha da poco conquistato lo scettro di maggior inquinatore mondiale.

E non ce l'hanno neppure Brasile e Sudafrica. Prendiamo Il primo. In quel Paese ci sono Stati come San Paolo, Rio e Pernambuco che si sono imposti target volontari 20-20-20 (come quello europeo) ma al tempo stesso è in discussione al senato un emendamento alla legge forestale che _ denuncia il Wwf _ porterà a un massiccio aumento della deforestaizone. E quindi toglirà con una mano quello che si aggiungerà (forse) se il Brasile generalizzerà gli impegni presi da alcuni suoi stati e aderirà ad un accordo globale. 

 Quanto al Sudafrica, agisce da novello campione della lotta alle emissioni, è sfortunatamnente anche campione dell'uso del carbone, e in particolare dell'uso del carbone per produrre carburanti. Grazie a un sistema chiamato processo di Fisher-Tropsh, largamente usato dalla gernania nazista in carenza di petrolio e poi dal Sudafrica dell'apartheid che aveva gli stessi problemi energetici, il Sudafrica demicratico di Zuma copre il 38% della sua domanda di carburanti liquefacendo carbone. Il che è molto inquinante dato che da una tonnellata di carbone si ottengono  2 barili di petrolio, con la produzione aggiuntiva di una tonnellata di anidride carbonica. In altre parole, è uno esercizio che sarà anche profittevole con il greggio altre la soglia di 50 dollari (quindi assai profittevole oggi) ma che è spreco di energia e una inutile aggiunta di emissioni in atmosfera. E quindi non è affatto buono per l'ambiente.

Morale, è sempre bene guardare oltre le belle parole e i solenni impegni. Dietro i lustrini c'è quasi sempre un pò di sporco. O meglio di anidride carbonica in eccesso. 

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.