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L'Ipcc scivola sui ghiacci himalayani. E le lobby stappano champagne...

Brutta storia. L’Ipcc _ il panel di scienziati incaricato dall’Onu di investigare sul cambiamento climatico e i cui rapporti, che le hanno valso il Nobel, sono la testata d’angolo della lotta ai cambiamenti climatici _ ha commesso un errore. Ha scritto in un capitolo del rapporto tecnico del secondo gruppo di lavoro (WGII) del quarto assement report (2007) una palese insattezza. E cioè che i ghiacciai himalaiani si ridurranno da 500 mila a 100 mila chilometri quadrati entro il 2035. Semplicemente, non è vero.

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Copenaghen: sul Guardian la ricostruzione della notte decisiva. E dei granitici “no” cinesi.

Straordinario articolo per comprendere quel che è DAVVERO successo a Copenaghen quello scritto da Mark Lynas per il quotidiano britannico Guardian. Lynas si era fatto accreditare con la delegazione delle Maldive ed era nella stanza nella quale si è svolta la trattativa decisiva assieme ad una sessantina di persone. Tra loro Obama, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, il premier britannico Brown, la cancelliera tedesca Merkel il premier etiope Zenawi che rappresentava l’Unione Africana, il premier australiano Rudd.

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A qualcuno piace caldo. E gode per la neve

Tira una brutta aria di disinformazione sul clima. A qualcuno piace caldo (cito l'ottimo libro del professor Stefano Caserini) e gode per l'ondata di gelo. Cogliendo al balzo l'ondata di freddo che sta interessando l'Europa e gli Stati Uniti occidentali i negazionisti mistificano la realtà ironizzando sul riscaldamento climatico, sulle nevicate sulla conferenza di Copenaghen,  e via di questo passo, magari pubblicando in prima pagina foto dell'Europa nella morsa del gelo o commentini ironici. Se la spassano.

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Copenaghen, un fallimento travestito da compromesso

Dall’inviato ALESSANDRO FARRUGGIA _ COPENAGHEN _E ora si raccolgono i cocci e si avvolgono in carta regalo. Si è chiuso ieri il vertice climatico di Copenaghen, e il bilancio è quaresimale. Non c’è un accordo politicamente né legalmente vincolante, e non c’è l’impegno a raggiungerlo entro il 2010. Non c’è un obiettivo di riduzione  _ se non volontario _ al 2020. Non c’è neppure un impegno di riduzione al 2050 neppure per i soli paesi sviluppati (si è opposta la Cina).

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Copenhagen: ecco il testo della "bozza danese". Integrale

Ecco il testo della “bozza danese” in discussione a Copenhagen. Un testo molto discutibile che prende impegni generici e a lungo periodo (2050), lascia agli stati gli impegni per il 2020 e soprattutto supera il protocollo di Kyoto e tutti gli obblighi che esso prevede. Se questa bozza fosse approvata è tutto da vedere se ci sarebbero impegni legalmente vincolanti (e questo perchè, benchè possa diventare legalmente vincolante nei suoi generici principi è da vedere se lo sarà negli allegati che conterrebbero i numeri) e soprattutto se ci sarebbero sanzioni.

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Aperta la confrenza di Copenaghen. Ecco la posta in gioco

IN GIOCO c’è il futuro del pianeta. Il mantenimento del riscaldamento globale a un livello accettabile per l’uomo e l’ecosistema. L’obiettivo fu fissato a Rio de Janeiro nel 1992 e nel 1997 a Kyoto si indicarono i primi impegni vincolanti. Ma, 12 anni dopo Rio, le emissioni di Co2 invece che diminuire sono globalmente cresciute del 40%, passando da 21.6 a oltre 30 miliardi di tonnellate di carbonio. Un fallimento.

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Copenaghen, la Cina e altri inganni

C'è molta confusione sotto il cielo di Copenaghen. Nei giorni scorsi è stata salutata con enfasi la (modesta) riduzione delle emissioni promessa dal presidente Obama. Ed è stata celebrata in pompa magna la notizia che la Cina aveva annunciato di ridurre del 40-45% l'intensità carbonica, cioè le emissioni di Co2 per unità di Pil.

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Abdullah non va al ballottaggio. Ennesimo pasticcio in salsa afghana

Il gioco dell'oca afghano (un passo avanti, due indietro) si riconferma puntuale. Lo sfidante Abdullah Abdullah si ritira dal ballottaggio del 7 novembre che avrà così ora un solo candidato: il presidente uscente Hamid Karzai. Come giustificazione Abdullah dà la mancata sotituzione dei membri della commissione elettorale indipendente (indipendente?), nominati da Karzai e pesantemente coinvolti nel tentativo di coprire i vasti brogli (oltre 1 milione di volti) del primo turno.

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Clima: a Copenaghen accordo globale impossibile

Copenaghen non è Disneyland. A gettare secchiate di acqua gelata sugli eco-ottimisti che sperano ancora in un miracolo dell’ultima ora che faccia raggiungere a Copenaghen un accordo complessivo su di un trattato che sostituisca quello di Kyoto _ in scadenza al 2012 _ è Ivo De Boer, direttore esecutivo della Convenzione sul clima delle Nazioni Unite. Che ci ricorda che il semplice volere qualcosa non basta per ottenerla.

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L'Afghanistan, la legge di Murphy e altre storie

"Se qualcosa può andare storto lo farà" recita l'inossidabile Legge di Murphy di Arthur Bloch. Questa è stata una costante in Afghanistan negli ultimi trent'anni.

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