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Giustizia per Pistorius

Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha ribaltato l'incredibile divieto emesso dalla federazione mondiale di atletica e ha dato ragione a Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano amputato alle gambe: potra correre nelle gare della federazione di atletica e, se farà il tempo di qualificazione, potrà partecipare anche alle Olimpiadi, dalle quali era stato in precedenza escluso per i presunti vantaggi causati dalle due protesi bioniche.

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La trappola della valle di Musahi

Per capire il retroscena dell'attentato al convoglio italiano che ha portato al ferimento di tre alpini bisognerebbe far luce su quanto successo la scorsa settimana nella valle. Il fortino italiano (in gergo militare FOB) di Musahi (o Musay) - che sorge a Sud di Kabul, sulla direttrice per Kandahar e fa il paio con quello di Surobi, che invece sorge ad Est, sulla ben distinta direttrice per Jalalabad e il Pakistan _è da sempre fatto oggetto di attività ostile da parte dei talebani e dei loro alleati.

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Una richiesta al ministro Prestigiacomo

Il nuovo ministro dell'Ambiente ha molte questioni scottanti sul tavolo. Dai rifiuti all'inquinamento urbano dai cambiamenti climatici al contenzioso con Bruxelles. Ci dovrà lavorare con attenzione e speriamo anche con sollecitudine. Ma ci piacerebbe che come suo primo atto riproponesse - se del caso limandole, modificandole, arricchendole ma riproponesse - l'introduzione nel codice penale dei reati ambientali. Anche nella scorsa legislatura il tentativo fu fatto ma fallì, con grande soddisfazione delle ecomafie.

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Se i consumatori esercitano i loro diritti

L'Unione Europea fa molto per bloccare i prodotti pericolosi, alimentari e non, d'importazione e non. Ma i recenti casi dimostrano che non è ancora abbastanza. E allora quello che serve è una presa di responsabilità dei consumatori, oggi quasi sempre costretti a recitare la parte del vaso di coccio tra vasi di ferro.

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Mozzarelle contaminate, vino adulterato: fuori i nomi.

A chi fa paura la trasparenza? Prima il caso della mozzarella di bufala con tracce di diossina, ora quello del vino adulterato ripropongono, al di là del merito dei due casi, lo stesso annoso problema: in Italia non c'è una cultura della trasparenza. E infatti i nomi dei produttori finiti sotto inchiesta sono tenuti gelosamente riservati. Il che, diciamolo, è uno scandalo.

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Doccia fredda Ue: sulle mozzarelle di bufala non fate abbastanza

Chi pensava che l'Ue avesse un occhio benevolo e prendesse per buone le rassicurazioni giunte dall'Italia ha peccato di ottimismo. Bruxelles non crede alle promesse, vuole fatti. Prevenzione. Certezza che le mozzarelle contaminate non possano raggiungere il mercato. Ha studiato il dossier giunto dall'Italia e l'ha clamorosamente bocciato.

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Tra bufale, mezze bufale e verità taciute.

L'Unione Europea non crede alle favole. Non accetta minimizzazioni. E non si accontenta di risposte formali. Sulla mozzarella di bufala vuole la verità, e vuole azioni conseguenti. E ha ragione. E' questo il solo modo per garantire la sicurezza del prodotto e per restituire ai consumatori quelle certezze che essi giustamente pretendono. Chi non dovesse seguire questa strada sui assume la responsabilità di distruggere una filiera produttiva che realizza un prodotto straordinario e gettare alle ortiche un patrimonio di cultura alimentare come la mozzarella di bufala.

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Afghanistan, ogni promessa sarebbe debito.

A parole la comunità internazionale è molto impegnata per la trasformazione dell'Afghanistan in un paese sicuro, civile, prospero e democratico. A parole. La verità è invece che la comunità internazionale deve ancora all'Afghanistan la bellezza di 10 miliardi di dollari (6.5 miliardi di euro), stanziati sulla carta dai Paesi donatori ma mai giunti a destinazione.

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Nuovo codice del paesaggio, un bene per il Paese

Il nuovo codice sul paesaggio, ultimo atto del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, è un bene per il Paese. E' infatti uno strumento per garantire l'integrita' del territorio dalle speculazioni, dall'abusivismo edilizio, dal degrado e dall'abbandono. Per la sua corretta valorizzazione e promozione, che è una valorizzazione e una promozione, in ultima analisi, della nostra stessa identità. e quindi dovrebbe riscuotere di un consenso bipartisan.

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A margine della mezza bufera sulle missioni all'estero.

L'intervista dell'ex ministro della Difesa Antonio Martino al nostro giornale ha suscitato un autentico vespaio con interventi di Prodi, Berlusconi, D'Alema, Fini e dello stesso governo libanese che ha convocato il nostro ambasciatore per chiedere chiarimenti su un nostro eventuale disimpegno.

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