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Quei nonni che cercano l'amore in tv da Maria de Filippi: meglio cambiare canale

Maria de Filippi non sbaglia un colpo: i suoi programmi sono quelli più seguiti ma anche quelli che nuocciono di più al cervello. Le fasce orario durante le quali vengono trasmessi sono tattiche: dopo pranzo per le casalinghe intente a lavare i piatti, nel pomeriggio per rilassare la mente e la sera, con la fase finale del decennale ‘Amici’.

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No alla pena di morte: Bologna racconta la storia di Billy Moore, scampato alla sedia elettrica

Non importa quale religione si osservi: ci sono quelle che credono nella reincarnazione, quelle che dopo la morte prevedono un’esistenza incorporea, una resurrezione dell’anima. Ma non credo esista fede che rinneghi la vita. Perché vivere è un diritto insindacabile e nessuno ha la facoltà di privarcene.

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Michelle Hunziker, che fiasco: con lei a teatro c’è poco da ridere

Qualcuno ha voluto investire producendo uno spettacolo scritto appositamente per Michelle Hunziker, basato su alcune esperienze della sua vita rilette in chiave ironica e riviste con un sorriso. E ha fatto bene, considerato il ‘tutto esaurito’ nonostante l’assurdo costo di 45 euro a biglietto. Ma oltre il nome popolare non c’è molto: se cerchiamo arte o anche solo puro intrattenimento siamo lontani anni luce.

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Michelle Hunziker presenta a Bologna ‘Mi scappa da ridere’: estratti di vita riletti con un sorriso

Ci sono personaggi dello spettacolo che hanno preso posto nelle nostre case, nelle nostre vite, nei nostri cuori. Qualcuno di loro ha fatto la storia della Tv e ora non c’è più, altri avrebbero fatto meglio a non mostrarsi mai per evitare che il livello culturale degli italiani sprofondasse nell’abisso della più triste ignoranza.

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Una strepitosa Vladimir Luxuria conquista Bologna a teatro recitando 'Persone naturali e strafottenti'

Un uomo seduto sul palco, sipario chiuso ed una platea in trepidante attesa. Ci si aspetta un suono un gesto, qualcosa di ‘forte’. Eppure la figura si alza e tranquillamente se ne va, come se non fosse affar suo.

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Il mondo da un oblò: l'urgenza di raccontare

Mi è stato chiesto di scrivere. Ho accettato subito, in quanto temo di soffrire di una malattia ormai rara: l’urgenza di raccontare. Di ‘condividere’. Un termine che, come altri, nella società di oggi sembra aver perso significato. 

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