• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

...Volevo andare a Sanremo! / Ultime considerazioni

Pubblicato da Maria Francesca... Lun, 21/02/2011 - 10:39

Sanremo è finito, arrivederci al prossimo anno. Segue qualche piccola considerazione sulla 61esima edizione del Festival della canzone italiana.

GIANNI MORANDI: Ad ognuno il suo... mestiere. Morandi è un cantante? Faccia il cantante!Gentile, troppo: è stato un continuo ringraziare tutti, dando la sensazione si stesse soltanto prendendo tempo...). Le gaffes sono state all'ordine del giorno, continue, ripetute... E non lo ammetto, non con 4-6 mesi di tempo di preparazione alle spalle. La sua performance è stata piuttosto deludente, nonostante lo share. E il motto 'Stiamo uniti' aveva già annoiato dopo la prima serata...

BELEN RODRIGUEZ: Canta, balla, è bella e sa star zitta quando non è il caso di parlare. E ha anche dimostrato di essere simpatica. Merita il titolo di Reginetta di Sanremo 2011.

ELISABETTA CANALIS: Proprio non mi piace. Postura studiata per mettere in evidenza continuamente il 'lato B', inutile nella conduzione, inguardabile nel muoversi sulla scena. Poteva godersi il momento di gloria almeno durante le interviste agli ospiti stranieri, ma con Eliza Doolittle hanno preferito comunque l'interprete a lei e con De Niro non ha fatto una gran figura. Per di più, con lei gli addetti al 'parrucco' sono stati piuttosto ingrati, evidenziando troppo spesso il viso allungato tirandole i capelli in pettinature 'alte'.

LUCA E PAOLO: Il duo comico è stato la grande rivelazione del Festival. Bravi, simpatici, ironici... Dopo il 'Ti sputtanerò' della prima serata sanremese ci si aspettava scintille, ma non mi stupirebbe scoprire che sia stata la RAI a chiedere loro di darsi una regolata. Intanto ci hanno dimostrato di essere artisti abbastanza completi e, cosa più importante, che in un mondo dove ci si piega al più potente c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire la propria. Senza peli sulla lingua.

LE CANZONI: Livello piuttosto alto, quest'anno. Forse di minore qualità 'Bastardo' di Lady Tata e 'Il mio secondo tempo' di Pezzali, ma quest'ultima potrebbe comunque diventare un tormentone nei mesi futuri. Nathalie a mio avviso poco futuribile, bello il pezzo di Patty Pravo: peccato la diva abbia lasciato un po' a desiderare, questa volta. Brano interessante 'Il mare immenso', presentato da Giusy Ferreri e firmato Bungaro, mentre i Modà con Emma fanno il botto e si prevedono grandi ascolti alla radio. Si canticchiano anche 'L'alieno' di Madonia e Battiato e 'Yanez' di Davide Van De Sfross.

ROBERTO VECCHIONI: Vincitore annunciato, ha portato al Festival un tocco di poesia. Testo meraviglioso, ma il motivo è poco orecchiabile e dubito che possa durare a lungo (radiofonicamente parlando). La vittoria di questa canzone, però, è importante in un momento storico del genere: qualcosa sta cambiando e Sanremo è lo specchio dell'Italia di oggi (nel bene e nel male). Forse la gente sta aprendo davvero gli occhi su quanto ci sta accadendo intorno.

I GIOVANI: Raphael Gualazzi, timido vincitore della categoria Giovani, tanto ragazzo più non è. E lo dimostra la maturità musicale del suo pezzo: la canzone riprende il meglio della tradizione italiana e internazionale e si è meritatamente distinta tra la la mediocrità dei brani e degli artisti in gara. La categoria ha avuto poco spazio e nei tempi più sbagliati (si sono esibiti sempre poco prima della mezzanotte) e non si è dato alla loro competizione l'importanza dovuta. Una nota di merito a Serena Abrami: la sua 'Lontano da tutto' è una canzone garbata, firmata Niccolò Fabi. Bello che nessuno abbia strumentalizzato la sua partecipazione ad X Factor 2 e la sua collaborazione con Fossati.

GLI OSPITI: Benigni vince, sempre, su tutti: non a caso il suo intervento è durato 50 minuti, commovendo l'Italia. La sua è una satira esplicita e implicita, un continuo regalare suggestioni, evocare. E' come se dicesse: "La storia è questa, io ve la racconto come si farebbe ai bambini... E se aprite gli occhi, capirete che le cose che accadono oggi non vanno bene, ma finchè non vi sveglierete l'Italia continuerà ad andare in malora. Sta a voi decidere se capirmi o no, sta a voi scegliere se tutto questo vi sta bene o va cambiato". Gli altri interventi sono stati poco incisivi: i cantanti internazionali che si sono esibiti sul palco dell'Ariston già non li ricorda più nessuno, avendo avuto pochissimo spazio. Ok Ranieri, ma De Niro e Bellucci piuttosto deludenti.

LO STAFF (AUTORI, TECNICI, STILISTI, PARRUCCHIERI, TRUCCATORI, ECC.): Microfoni sempre accesi anche quando non avrebbero dovuto esserlo, testi inesistenti (o comunque pessimi, quando c'erano), acconciature improponibili e abiti opinabili: perfino Anna Tatangelo è riuscita a sembrare brutta 'grazie' ai cattivi consigli su trucco e stile.

I FOTOGRAFI: Non si è mai visto che un'intervista in diretta fosse interrotta dalle urla dei fotografi per far mettere in posa l'attore in scena. Robert De Niro continuava a guardarsi intorno per capire chi stesse gridando il suo nome... No, non è ammissibile!

IL GOBBO: Per favore, qualcuno spieghi a Morandi & CO che, da sempre, il gobbo serve da aiuto e non come copione da leggere in diretta. Una conduzione non può andare avanti con 5 persone che ripetono a memoria le parole sul display (tra l'altro sbagliando anche), tipo letterina di Natale. Inoltre, durante il galà per l'Unità d'Italia, Patty Pravo è andata fuori tempo proprio perchè non riusciva a leggere le parole. Quindi, se proprio non si riesce a fare a meno del gobbo, che almeno lo avvicinino al palco!

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.