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Un’orgia di voci per dimostrare che Napoli esiste. E resiste

Pubblicato da Maria Francesca... Mer, 14/09/2011 - 21:50

L’Arena Flegrea si prepara ad accogliere la tappa napoletana del tour di ‘Passione - Il concerto’, performance dal vivo che prende ispirazione dal docu-musical di John Turturro. Una vera e propria reunion di artisti nostrani e di fama internazionale, raccolti intorno al desiderio di rendere omaggio ad una musica, quella napoletana, che ha portato l’Italia all’attenzione del mondo intero.

 

Babilonico incrocio di lingue, razze e stili musicali: giovedì 15 settembre, alle ore 21,30, artisti del calibro di Peppe Barra, James Senese, Pietra Montecorvino, Misia e M’Barka Ben Taleb porteranno in scena le loro napoletanità. Così complicate, così diverse.

 

Da Carosone a Gragnaniello, dall’operistic-pop di Gennaro Cosmo Parlato al new folk degli Spakka-Neapolis 55: “E’ un decennio che canto ‘Vesuvio’ – dichiara Monica Pinto, voce del gruppo – e questo pezzo mi rende orgogliosa e felice, in quanto nata proprio ai piedi del vulcano. ‘Passione’ è la nostra dichiarazione d’appartenenza a questa terra. E, senza scadere nel campanilismo, speriamo che questo orgoglio partenopeo riesca a dare la spinta giusta perché la città migliori”.

 

Il concerto ha canovaccio stabilito ma che si presta a possibili variazioni: Federico Vacalebre, cosceneggiatore dello spettacolo, ne parla come di “un work in progress, che ad ogni sua tappa presenterà nuove sorprese e riporterà a galla ciò che la nostra città possiede ma il napoletano non conosce, o semplicemente si è dimenticato di avere”. Massimo Ranieri, Peppe Servillo, Enzo Avitabile e Fiorello saranno i grandi assenti di questa avventura musicale: presenti nella pellicola turturriana, sono stati impossibilitati a partecipare al tour a causa di impegni di lavoro precedentemente presi.

 

Una Napoli antica e moderna, aperta e bisognosa di mischiare il proprio DNA con quello di culture straniere, ‘riscoperta’ dagli occhi di John Turturro: “’Passione’ è un viaggio psicoanalitico. E’ la rappresentazione dell’italianità di John, del suo amore per questa terra e per la canzone napoletana”, dichiara Raiz, sul palco con gli Almamegretta. “Napoli non sempre rende felice chi la osserva: chi si sente coinvolto rischia di leggerne solo la tristezza. Lo sguardo di Turturro, invece, è curioso e disincantato, e riesce a guardare le bellezze di questa città senza amarezza, valorizzandone gli aspetti positivi”.

 

Una città difficile, che ha bisogno di raccogliere le scintille del passato, di ritrasformarle e arrangiarle seguendo gli  stimoli della modernità musicale. Perché non si perda la tradizione e si scriva la storia a noi contemporanea.

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