• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Intervista a Massimiliano Pironti: tra teatro e pittura, alla continua ricerca della perfezione

Pubblicato da Maria Francesca... Ven, 29/04/2011 - 17:58

Parlare con lui è come percorrere un viaggio astratto nell’arte, in ogni sua forma. Massimiliano Pironti approda ragazzino alla scuola tv di Amici come ballerino. Ma la danza è solo uno degli incredibili strumenti di comunicazione di questo artista, impegnato in teatro con ‘Flashdance’ e nella realizzazione di nuovi (capo)lavori pittorici.

 

Domanda: “Massimiliano, come nasce la Sua passione per l’arte?”

Risposta: “Non lo so. Io dico sempre che sono ‘stato scelto’ per ‘fare arte’. Non so da chi o da cosa… Mi sono ‘ritrovato’ a vivere così. Sin da bambino giravo per gli stand delle fiere e chiedevo ai miei genitori di regalarmi i libri sulle opere di Leonardo da Vinci e Michelangelo: erano già i miei miti, anche se non ne conoscevo e non ne conosco il motivo. Provengo da una famiglia distante da questo settore. Amo l’arte ma non so perché… e in realtà, neanche me lo chiedo!”

 

D: “A sedici anni inizia a studiare danza e nel 2004 comincia la Sua esperienza nella scuola di Amici, con ‘un pizzico’ di presunzione…”

R: “Di certo ero molto incosciente ma anche assolutamente sicuro delle mie capacità.”

 

D: “La grinta e l’eccessiva sicurezza nei propri mezzi sono mai state controproducenti  in ambito lavorativo?”

R: “No, il mio carattere non mi ha mai creato problemi nell’ambiente artistico. In fondo faccio il mio lavoro e vivo chiuso in un mondo tutto mio. Il difetto (se così lo possiamo chiamare) che invece rende le cose più difficili è l’essere troppo esigente: sono un perfezionista e ciò mi porta a non sentirmi mai interamente soddisfatto dal risultato finale.”

 

D: “Nel 2005 realizza il Suo grande sogno, ‘Collezione privata’…”

R: “Di solito chi esce dai reality fa le cosiddette ‘serate’, guadagna soldi e si gode la notorietà. Io invece ho investito nella realizzazione di ‘Collezione privata’, nato da un sogno su Amore e Psiche. I miei quadri, vere e proprie creature, sono figure immobili, opere bidimensionali, che prendono vita in scena attraverso la danza.”

 

D: “A proposito di ‘mondo onirico’: in una precedente intervista Si descrive come un mix tra Botticelli, artista del bello e del sogno, e Caravaggio, la cui influenza è palese anche nei Suoi lavori pittorici.”

“Sì, a Botticelli, poeta dell’arte, accosto e contrappongo Caravaggio, che creava situazioni come fossero ‘on stage’. Diciamo che, nelle mie opere, mostro una realtà cruda e caravaggesca ma alla maniera di Botticelli.”

 

D: “Dopo anni di duro lavoro nel mondo del musical, nel 2009 vince il Premio Sandro Massimini come miglior performer. Attualmente è impegnato in Flashdance-The musical, dove interpreta Jimmy, un personaggio da cui non prendere esempio. Come è stato mettersi nei suoi panni?”

R: “A mio avviso Jimmy non è un ragazzo cattivo: insegue il suo sogno, ma in una società che non lo aiuta. E’ un personaggio distantissimo da me, infatti non avrei mai immaginato di essere chiamato ad interpretare questo ruolo. Ma ‘il bello’ del mestiere d’attore sta proprio nel poter ‘trovare il personaggio’ e ‘indossare continuamente la maschera di qualcun altro’, interpretando ogni volta una vita diversa. Non è facile, ma con un po’ di lavoro…”

 

D: “Sia in ‘Tre metri sopra il cielo-il musical’ che in ‘Flashdance’ interpreta personaggi irrequieti…”

R: “Ecco, Jimmy è un po’ l’evoluzione (in negativo) di Pollo: più grande, più solo… più delinquente!”

 

 D: “In passato ha dichiarato che, potendo scegliere di essere un’altra persona per un giorno, Le sarebbe piaciuto guardare il mondo con gli occhi di Leonardo da Vinci e dipingere con le Sue mani. Lei con quale sguardo osserva il mondo circostante?”

R: “Tra i miei quadri del passato ci sono delle copie ed alcune di queste riproducono proprio le opere di Leonardo da Vinci. La copia è un tentativo di ‘essere l’artista del dipinto per un istante’. e di guardare il mondo secondo la sua prospettiva. Gli occhi di Leonardo erano ingenui e affamati di conoscenza: ora, invece, viviamo in un mondo troppo caotico, siamo in continuo movimento e ci lasciamo troppo spesso incantare dal superfluo…”

 

D: "Progetti per il futuro?"

R: "Ancora non lo so: il nostro è un mestiere sempre incerto. Se dovessi star fermo con il teatro per un anno vorrei dedicarmi esclusivamente alla pittura. E a me stesso."

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.