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Io, studente e stagista di quotidiano.net me ne vado a fare l'università in California: ecco perché

Pubblicato da Davide Denina Gio, 12/05/2011 - 15:07

Le statistiche dicono che in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni sfiora il 30 %. I nostri coetanei spagnoli se la passano anche peggio : da loro nella stessa fascia d’età lavora solo un giovane su due, secondo i dati del FMI.

Io, che di anni ne ho 22 e che sono un tipo inquieto, il futuro lo vedo proprio nero. Ho pochissima fiducia nell’università: dare gli esami, ok. Ma poi che cosa sai fare? Quando esci da quelle quattro aule, quando hai fatto tanti bei test scritti e orali, finali, parziali, parzialini, prove intermedie, riassunti ed esposizioni  orali, siamo sicuri che il mondo del lavoro sia disposto ad accoglierti?

NO. Ho sempre pensato di no. In altre parole, ho sempre pensato che la vita (e quindi il lavoro, che della vita occupa grandissima parte) non avesse niente a che vedere con le teorie dei banchi delle università. Che girasse con una velocità diversa.

Uno quando è all’università ha dei sogni ma non sa come realizzarli. Da qui il bisogno che ho sempre sentito di svegliarmi: toccare con mano la realtà, anche se sono ancora ufficialmente studente. E’ per questo, per esempio, che ho lavorato da stagista a quotidiano.net. Che ho assaggiato la vita del giornalista.

Ma l’università, per fortuna, non è solo la routine degli esami, gli appunti da prendere, le sbornie con gli amici… Ci sono anche un sacco di possibilità di studiare all’estero con dei programmi di scambio.

Ti danno borse di studio e ti convalidano gli esami al tuo ritorno. Così, come vi dicevo, puoi fare esperienze in prima persona: vedere, conoscere e amare (o odiare) cose che prima per te non esistevano.

La faccio breve: l’anno prossimo vado in California e ci resterò un anno intero a studiare alla UCSB, la università di Santa Barbara.

Mi sembra una buona occasione per raccontarvi come se la (s)passano laggiù.

Mi accompagnate?

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