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Rem, nostalgia dei bei tempi andati

Pubblicato da Andrea Degidi Gio, 22/09/2011 - 11:49

Mi dispiace che non esistano più, ma devo essere sincero: i Rem hanno fatto bene a sciogliersi. Si arriva ad un punto in cui le rock band rischiano di annacquare col ragnatelico presente un passato indimenticabile. I Rem sono stati straordinari, la voce malinconica di Michael  Stipe un compagno di viaggio: 'Everybody hurts', 'Nightswimming', 'Leaving New York, 'Find a river' (bellissima!), 'Losing my religion', un viaggio nella notte, cupa e suggestiva.

A me piaceva soprattutto l'aspetto melodico dei Rem, un gruppo che che nella sua lunga carriera ha attraversato un po' tutti i generi, dalla new wave al pop. Chi ama il rock benedirà la prima parte della loro vita, io che sono più amante del pop, amo dischi come 'Automatic for the people', 'Reveal' e 'Around the sun', sgradito a molti lo so. La band di Athens era in giro dal 1980, non l'ho mai vista dal vivo, ed è un rammarico, una volta stavo per andare ad un loro concerto  allo stadio di Bologna quando invece fui dirottato per un servizio alla partita della nazionale cantanti (ehm ehm). Ripeto, hanno fatto bene a dire basta. C'è la storia, ci sono i dischi che parlano per loro. E altri farebbero bene ad imitarli, a partire dai venerandi Rolling Stones. 

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