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Amy, ora sì che è davvero un ritorno nel buio

Pubblicato da Andrea Degidi Dom, 24/07/2011 - 16:27

So già cosa scriveranno i giornali. Tireranno fuori i soliti luoghi comuni, diranno che è morta come Jim, come Janis, come Jimi. I soloni sentenzieranno che la maledizione del rock ha colpito ancora. Si tirerà fuori il solito giallo che non esiste. Saranno scritte tante fesserie, non solo nella patria dei tabloid (e grazie al cielo che il funerale di News of the world ci risparmierà altra mota), ma anche nell'Italietta giornalistica che ama sguazzare nel torbido. Ma dico, ha poi tanto senso sapere com'è morta Amy Winehouse? E' forse, e quanto duole dirlo, una sorpresa che sia morta solo adesso. Non poteva che finire così, lo si era intuito da tempo. Il problema è che fa male lo stesso. Perché questa morte è un delitto. L'omicidio di un talento tanto immenso quanto parzialmente inespresso. Due soli dischi in otto anni: già da questo si potrebbe intuire il livello di sregolatezza della ragazza. Dopo il boom di 'Back in black' immagino già il pressing della sua casa discografica per sfruttare la vena d'oro, farle cantare di tutto, magari confezionare un greatest hits, e perché no, una colata di melassa sotto forma di un cd di carole natalizie. Invece nulla. Solo gossip, droga e alcol. E adesso siamo qui, è come vedessi il rimmel che si scioglie, ascolto 'Love is a losing game' e quella voce così dolente, proiezione futuristica di Billie Holiday, mi fa pensare a Jeff Buckley, un altro che se ne andò troppo presto, come Amy, quando aveva ancora tanto da dare. Usciranno dischi postumi di Amy, libri, magari faranno anche un film, ma nulla ha più importanza in una notte così. E' palpabile un certo senso di crudeltà in una storia dura, sconcertante: in un'epoca orfana di originalità, o meglio, di naturalezza, in un tempo dove la musica viaggia pateticamente su un binario cieco, è come se qualcuno avesse voluto punire questo mondo arido, privandolo della voce che poteva illuminare l'oscurità in cui siamo piombati grazie all'era dei talent show. Invece ora torniamo nel buio. Back to black.

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