Due pianoforti norvegesi per la resurrezione dei Genesis
Dedicata ai nostalgici dei Genesis. Visto che di rarità sul mercato non sembrano arrivarne, ho frugato sul web e trovato per puro caso un ottimo disco. 'Genesis for two grand pianos'. In pratica si tratta di due norvegesi che al pianoforte hanno rivisto le canzoni della band dell'Arcangelo Gabriel e di Oliver Twist Collins. L'ho comprato spinto dall'istinto: nulla avevo sentito. Beh, centro perfetto.
Ciao 2001, e anche Rockstar. Quando la carta cantava
So benissimo cosa direte (sempre che ci arriviate) alla fine di questo post: macché carta!
'New blood' di Gabriel, sangue nuovo, un po' noiosetto
Mi spiace quasi pensarlo, figurarsi scriverlo: 'New blood' di Peter Gabriel è un disco che mi lascia abbastanza indifferente. Mai avrei pensato di usare questo termine, indifferente, per un album dell'arcangelo, eppure è così. Qual è il motivo?
Peter Gabriel, arriva un greatest hit degno degli orafi fiorentini
Cari amici archeologici, esultate con il vostro ammuffito blogger. E segnate questa data, il 10 ottobre, nel vostro calendario. Segnatela col lapis o nell'agenda elettronica dei vostri aggeggi elettronici che si aggiornano sfiorandoli con i polpastrelli. Quel giorno infatti uscirà il nuovo album di un vecchio mito del sottoscritto, umile cantore dei vecchi leoni: Peter Gabriel. Oddio, proprio nuovo 'New blood' non è.
Rem, nostalgia dei bei tempi andati
Mi dispiace che non esistano più, ma devo essere sincero: i Rem hanno fatto bene a sciogliersi. Si arriva ad un punto in cui le rock band rischiano di annacquare col ragnatelico presente un passato indimenticabile. I Rem sono stati straordinari, la voce malinconica di Michael Stipe un compagno di viaggio: 'Everybody hurts', 'Nightswimming', 'Leaving New York, 'Find a river' (bellissima!), 'Losing my religion', un viaggio nella notte, cupa e suggestiva.
Kate Bush ci riprova. E danza nella neve
So che non ve ne frega niente, perché roba obsoleta, trita e ritrita. Però ve lo dico lo stesso: il 21 novembre esce un nuovo album di Kate Bush. Si chiama '50 words for snow' ed è una sorpresona per una che era sparita, preda delle proprie turbe e prigioniera di un passato scintillante e, ahimè, lontano.
Amy, ora sì che è davvero un ritorno nel buio
So già cosa scriveranno i giornali. Tireranno fuori i soliti luoghi comuni, diranno che è morta come Jim, come Janis, come Jimi. I soloni sentenzieranno che la maledizione del rock ha colpito ancora. Si tirerà fuori il solito giallo che non esiste. Saranno scritte tante fesserie, non solo nella patria dei tabloid (e grazie al cielo che il funerale di News of the world ci risparmierà altra mota), ma anche nell'Italietta giornalistica che ama sguazzare nel torbido. Ma dico, ha poi tanto senso sapere com'è morta Amy Winehouse?
Jim Morrison, ai piedi del re lucertola
E' una banalità quella che scrivo, lo so, ma se Jim Morrison non fosse morto così giovane, non sarebbe grande come lo è oggi. Forse perché in questo tempo arido, così orfano di star, siamo costretti a innaffiare l'orticello dei ricordi per tirare avanti. Avete forse un nome in circolazione da paragonarmi al re lucertola?
Bearzatti, la suite di Malcom X è un pugno nello stomaco
Sarò brevissimo. Mi sono entusiasmato, come non accadeva da tempo, per un disco di jazz: è la suite che Francesco Bearzatti ha dedicato a Malcom X. La conferma è arrivata qualche sera fa ad un concerto vicino a casa. E' un disco strepitoso, anche perché guarda lontano. Dentro c'è tutto, anche rap, disco-music, melodia, un esempio di chi non si guarda indietro ma ama fissare qualcosa al di là del proprio naso. Forse il primo ascolto può risultare shocking, ma col tempo la metabolizzazione matura in un risultato fantastico
Una E Street Band senza Clarence Clemons che senso ha? Si chiude un'era
Bruce Springsteen mi è sempre piaciuto. Abbastanza, non moltissimo, ho il 70% dei suoi dischi, l'ho visto due volte a Bologna: la prima volta così così, la seconda una roba favolosa. Clarence Clemons era una parte di lui, essenziale, imprescindibile, specie dal vivo. Della E Street Band era nettamente il più applaudito, amato dal Boss, di conseguenza adorato dalla platea per la proprietà transitiva.
