Okay okay, la grinta non sarà più quella dei suoi scoppiettanti 17 anni, quando scriveva (e cantava) 'Gimme some lovin', ma alla bella età di 60 anni Steve Winwood ha buttato fuori un signor disco: 'Nine lives' (comprato su Internet perché nel mio paesello non si trovava, sigh).
Questi, secondo un sondaggio dei negozi di dischi inglesi, sono i 10 album del Regno unito più amati dal popolo british
1 Oasis, ‘Definitely maybe’
2 Oasis ‘(What’s the story’) morning glory’
3 Radiohead ‘Ok computer’
4 Beatles, ‘Revolver’
5 Stone roses ‘The stone roses’
6 Beatles ‘Sgt Pepper’s lonely hearts club band’
7 Clash ‘London calling’
8 Keane ‘Under the iron sea’
9 Pink Floyd ‘Dark side of the moon’
10 Verve ‘Urban hymns’
Mentre precipitava, pensava che fosse uno dei suoi soliti incubi scatenati dallo speedball. 'Ora mi sveglio'. Invece stava morendo, il grande Chet Baker stava morendo.
Il rock americano è, naturalmente, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Ryan Adams, Jackson Browne, Tom Petty (e scusate chi dimentico). Parliamo del rock che narra di strade polverose, amori infranti, vite operaie, guerre sbagliate. Eppure c’è un’altra anima di quell’America che in Italia conosciamo pochissimo. Ha il volto, tondo e rubicondo per niente da star, di Roy Orbison, il rocker più sfigato della terra. Non ci credete? Allora leggete la sua storia.
Racconta la leggenda, che una notte Nusrat Fateh Ali Khan sognò che suo padre, morto dieci giorni prima, gli toccava la gola, chiedendogli di cantare. Nusrat si svegliò cantando. E non ha più smesso. Lo sentiamo ancor oggi, anche se la voce del Pakistan non è più con noi da tanto, troppo tempo.
I Coldplay, raro esempio di gruppo contemporaneo in grado di sopravvivere coniugando dignità a qualità, hanno piazzato sul loro sito internet (www.coldplay.com) un link dal quale si può scaricare 'Violet hill', pezzo del nuovo attesissimo album di studio, 'Viva la vida or death and all his friends", in uscita il 13 giugno.
Ho sempre pensato questo: se i Beatles esistessero ancora, oggi suonerebbero come gli Xtc. E non mi chiedete chi sono gli Xtc, che ci rimango male. Xtc, si pronuncia ecstacy, chiaro?
Se c’è un disco che a questo mondo valga la pena di comprare, scaricare, consumare, possedere, questo è ‘Grace’ di Jeff Buckley. Lì c’è tutto: visioni, poesia, disperazione, speranza, tenerezza, angoscia. Ma soprattutto genio. Il ragazzo era un genio, ma il Mississippi se l’è portato via troppo presto.
Da mesi leggiamo che entro la fine del 2008 potrebbe uscire il nuovo cd degli U2. Fan in fibrillazione atriale, giornalisti che sperano in qualche viaggetto di strascico ai loro tour e negozianti di dischi che, poveri illusi, sperano di rimpolpare gli incassi con i gorgheggi di Bono & C.
Ci hanno messo 50 anni, ma alla fine i tromboni americani si sono accorti della loro sbadataggine. E hanno assegnato a Bob Dylan il premio Pulitzer alla carriera. E mai riconoscimento fu più meritato, perché la voce di Duluth è l’anima, il cuore, la coscienza degli Stati Uniti. Prima di lui c’era Woody Guthrie. Dopo di lui, il vuoto (chissà, se Jeff Buckley non moriva subito…). Oggi le protest songs non sono più di moda, eppure negli anni Sessanta erano il pane quotidiano.