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Renzi insultato dal popolo della sinistra. Ma perchè non se ne va?

Pubblicato da Cesare De Carlo Dom, 06/11/2011 - 18:58

Caro De Carlo,ho letto di recente sul Suo blog la lettera di quel lettore sull’anomalia di Renzi che predica da persona ragionevole e poi rimane in un partito caratterizzato da irragionevolezza e demagogia.E trovo azzeccato,come direbbe Di Pietro,il titolo che Lei ha dato alla lettera:’’Ma che cosa ci sta a fare Renzi in quel partito?’’Giusto.Che ci sta a fare?A Roma il popolo del PD lo ha fischiato,lo ha insultato,gli ha dato del venduto (a Berlusconi s’intende)...

 

E perché? Perché vorrebbe trasformare un partito postcomunista in un partito socialdemocratico. Perché parla, argomenta, polemizza in maniera moderna e costruttiva, denunciando i ritardi culturali della sinistra italiana.

E allora sa cosa le dico? Le dico che Lei, caro De Carlo, purtroppo ha ragione. Renzi, come una volta accadde a Veltroni, non riuscirà mai a cambiare le cose all’interno del PD. Il linguaggio che la base del PD apprezza è quello rozzo, ripetitivo, demagogico di Bersani.

Quindi mi pongo anche io la domanda: ma cosa ci sta a fare Renzi in quel partito? Se fosse dall’altra parte, io sarei il primo a votarlo. Mi pare la persona giusta a raccogliere la leadership ormai al tramonto di Berlusconi.

A rileggerla nel Suo blog,

Giorgio Malfatti

***   ***   ***

Chissà che tornato nella sua Firenze il giovane sindaco non faccia qualche riflessione. Ma attenzione: se lasciasse il PD smetterebbe di essere sindaco. E dunque la sua campagna di rottamazione fatalmente impallidirebbe.

L’augurio di tutti è invece che abbia successo. E che resista agli insulti e alle denigrazioni. Solo così l’alternanza in Italia diventerebbe praticabile. Perché la sola prospettiva di una coalizione Bersani-Di Pietro-Vendola al governo fa tremare le gambe a tutte le persone di buon senso.

Attendo reazioni.

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