Renzi insultato dal popolo della sinistra. Ma perchè non se ne va?
Caro De Carlo,ho letto di recente sul Suo blog la lettera di quel lettore sull’anomalia di Renzi che predica da persona ragionevole e poi rimane in un partito caratterizzato da irragionevolezza e demagogia.E trovo azzeccato,come direbbe Di Pietro,il titolo che Lei ha dato alla lettera:’’Ma che cosa ci sta a fare Renzi in quel partito?’’Giusto.Che ci sta a fare?A Roma il popolo del PD lo ha fischiato,lo ha insultato,gli ha dato del venduto (a Berlusconi s’intende)...
E perché? Perché vorrebbe trasformare un partito postcomunista in un partito socialdemocratico. Perché parla, argomenta, polemizza in maniera moderna e costruttiva, denunciando i ritardi culturali della sinistra italiana.
E allora sa cosa le dico? Le dico che Lei, caro De Carlo, purtroppo ha ragione. Renzi, come una volta accadde a Veltroni, non riuscirà mai a cambiare le cose all’interno del PD. Il linguaggio che la base del PD apprezza è quello rozzo, ripetitivo, demagogico di Bersani.
Quindi mi pongo anche io la domanda: ma cosa ci sta a fare Renzi in quel partito? Se fosse dall’altra parte, io sarei il primo a votarlo. Mi pare la persona giusta a raccogliere la leadership ormai al tramonto di Berlusconi.
A rileggerla nel Suo blog,
Giorgio Malfatti
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Chissà che tornato nella sua Firenze il giovane sindaco non faccia qualche riflessione. Ma attenzione: se lasciasse il PD smetterebbe di essere sindaco. E dunque la sua campagna di rottamazione fatalmente impallidirebbe.
L’augurio di tutti è invece che abbia successo. E che resista agli insulti e alle denigrazioni. Solo così l’alternanza in Italia diventerebbe praticabile. Perché la sola prospettiva di una coalizione Bersani-Di Pietro-Vendola al governo fa tremare le gambe a tutte le persone di buon senso.
Attendo reazioni.
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