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Le bugie di Sarkozy e il dissesto del sistema bancario francese. Altro che tre A!

Pubblicato da Cesare De Carlo Ven, 04/11/2011 - 16:00

Caro De Carlo,ho letto il suo editoriale di mercoledì scorso,quello su Papandreu che si immola sulla spada con cui avrebbe dovuto difendere la Grecia.Metafora suggestiva,anche se poi è stata smentita dallo stesso primo ministro greco che,evidentemente spaventato dalla reazione dei mercati ha fatto una precipitosa marcia indietro (ma ormai il danno era stato fatto).Anche io, come lei scrive,ritengo che la Grecia sia al di là di ogni possibilità di salvezza.E’ fallita in tutti i sensi: economicamente, politicamente, moralmente...

 

Ma se così è, perchè Sarkozy e la Merkel continuano a dire che la Grecia deve rimanere nell’area dell’euro perchè altrimenti sarebbero guai per tutti? A me sembra il contrario. Un euro senza la Grecia sarebbe certamente più stabile, una volta digerito l’impatto della bancarotta e una volta tornata alla dracma.

Mi sa rispondere?

Cordialmente

Giorgio P.,Ferrara

***   ***   ***

Le rispondo così. Fra i paradossi del vertice economico del G 20 a Cannes, il più divertente è quello che vede come protagonisti il presidente americano Barack Hussein Obama e il presidente francese Nicolas Sarkozy. Tutti e due pretendono di dare lezioni di economia al mondo. E tutti e due credono che il mondo abbia dimenticato i loro fallimenti.

Il primo, Obama, ha più debiti dell’intera area dell’euro, ha un deficit di bilancio quasi triplo, una disoccupazione superiore al 9 per cento. Il secondo ha un debito prossimo al 90 per cento del pil, ha deficit di bilancio che da sette anni sono il doppio di quelli italiani, ha una disoccupazione superiore all’Italia. E ha – questo il punto – una pesantissima esposizione bancaria verso la Grecia. A quanto essa ammonti nessuno lo sa con esattezza. Ufficialmente si aggira sui 65 miliardi di euro, ma pare che in realtà sia il doppio o il triplo.

Sarkozy coprirebbe la verità per non subire il downgrading delle agenzie di rating, che bontà loro assegnano ancora alla Francia le tre A della massima affidabilità creditizia.

Che non sia così lo sa presumibilmente anche il suo presidente che cerca di arginare il tracollo del sistema bancario francese. Di qui la sua ostinazione a scongiurare quel che non è più scongiurabile, la bancarotta della Grecia.

Teniamo presente che se la Grecia va in bancarotta, le banche francesi non recupereranno un centesimo dei loro crediti. Se invece viene mantenuta a galla seppur con un robusto taglio di capelli, come si dice in gergo bancario, le stesse banche ci rimetteranno la metà o al limite anche due terzi, ma non tutto.

Analogo il discorso per la Merkel. Anche le banche tedesche hanno una pesante esposizione creditizia nei confronti della Grecia, ma molto inferiore a quella francese. Si parla di 30 miliardi di euro. Perderli sarebbe doloroso, non disastroso. In altri termini Sarkozy si gioca la testa, la Merkel al massimo un dito. Per le banche francesi sarebbe un collasso di proporzioni bibliche. Per quelle tedesche un’emorragia tamponabile.

Ecco perchè la cancelliera ieri ha detto quel che il presidente francese non poteva: prepariamoci a un’uscita della Grecia dall’area dell’euro.

A questo punto vedere Obama assicurare agli europei l’’’aiuto’’ americano e sentire Sarkozy dare consigli finanziari al povero Papandreu fa scappare da ridere. Come è stato già notato, Totò direbbe: ma mi faccia il piacere.

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