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La Cina non ci darà crediti in cambio di niente

Pubblicato da Cesare De Carlo Sab, 17/09/2011 - 19:59

Egr.Dott.De Carlo,ho letto con molto interesse tutti i commenti del suo blog,sia dei>>> lettori sia suoi.Ha ragione:la Cina ci sta invadendo senza che nessun politico dia>>> l'allarme!Come vede dagli allegati, sono pochi i giornalisti coraggiosi come Lei!Pero' qualche carta da giocare ce l'abbiamo:il solo fatto che Lei riceva tanti commenti positivi sul suo blog "Made in Italy" è un segno che siamo nel giusto.Dobbiamo trovare la maniera di rompere il muro di omertà pollitically correct che avvolge...i politici e la stessa Confindustria.>>> Iniziamo a coinvolgere in questa discussione i politici che  sicuramente>>> sono dalla nostra parte: il VicePresidente Tajani,  Tremonti, Sacconi >>> per>>> esempio.>>> Noi abbiamo contatti con il VicePresidente Tajani, che ci ha aiutato>>> moltissimo a Bruxelles contro il partito degli ultraliberisti che>>> promettono il paradiso dei>>> consumatori. Allarghiamo il dibattito, i tempi sono maturi per  uscire >>> da questa fase direi quasi carbonara e timorosa delle  critiche dei>>> conformisti.>>> Salvare il Made in Italy dal dragone Cinese è il nostro piu' grande>>> dovere verso le nuove generazioni: se perdiamo l'industria, anche se>>> tagliamo tutto il tagliabile,>>> l'Italia e l'europa si impoverirà sempre di più.>>> >>> Dobbiamo collegare le PMI ai giornalisti ed i politici di buona volontà>>> che hanno capito tutto: e sono certo che sono molto di piu'di qua nto>>> pensiamo.>>> >>> Sempre a Sua piu' completa disposizione, per uno scambio di idee e  per>>> prendere iniziative in modo da allargare questo dibattito di  importanza>>> vitale,>>> >>> Cordiali saluti>>> Moreno Fioravanti>>> COLIBI-COLIPED>>> CONFINDUSTRIA ANCMA ***   ***   ***          Caro Fioravanti, temo che i suoi e i nostri sforzi siano destinati alla sconfitta definitiva. Per sopravvivere dovremmo espellere la Cina dalla WTO, elevare barriere doganali, costringerla a rivalutare lo yen. La prima cosa è impensabile data la rilevanza mondiale dell’economia cinese. La seconda e la terza impraticabili dato il bisogno vitale di crediti in soccorso di un’Europa prossima alla bancarotta.L’Europa ha 600 miliardi di euro di debiti in scadenza alla fine del prossimo annoDove trovare i nuovi crediti per onorare i buoni del Tesoro? Non nella stampa di carta moneta, come sta facendo negli Stati Uniti la Federal Reserve. Le norme comunitarie glielo impediscono. Allora non rimane che il mercato internazionale, in primo luogo la Cina che ha riserve valutarie nell’ordine di quasi tre trilioni di dollari (un trilione mille miliardi).Ma la Cina non ci aiuterà in cambio di nulla. Come contropartita chiederà un accesso commerciale ancora più ampio. Lo ha indicato l’altro giorno il primo ministro cinese Wen Jiabao.Non solo. La cosa più stupefacente è che dallo stesso Jiabao è venuto un monito ad adottare politiche di bilancio più responsabili e a tagliare le spese.Chi l’avrebbe immaginato? Il capo di un regime comunista dà lezione di economia all’occidente capitalistico.Comunque ha ragione lei. Per disperata che sia continuiamo la battaglia.Chissà che la Cina non si renda conto che se l’Europa affonda, i suoi cittadini avranno sempre meno soldi per acquistare il Made in China. In altre parole: siamo interdipendenti. Ma noi europei siamo anche alla carità.

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