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Hillary Clinton al posto di Obama? Magari, dicono gli americani.

Pubblicato da Cesare De Carlo Mer, 23/11/2011 - 17:31

Gent.mo signor DE CARLO dott.Cesare,è da tempo ormai che gli Stati Uniti sono quasi scomparsi dai media italiani.E’ solo frutto di mie disattenzioni, oppure i nostri media hanno passato e stanno passando in secondo piano, quello che una volta era la nazione guida dell’occidente?Da quando è esplosa la crisi economica mondiale, Obama e la Clinton compaiono marginalmente nei nostri media.Si sentono colpevoli...

per non aver saputo interpretare i segnali che provenivano dal mondo economico, e quindi cercare di evitare (per quanto possibile) il disastro

o è una scelta strategica di marketing elettorale: usare un basso profilo all’estero, per dedicarsi al recupero dei favori degli elettori, che ancora adesso sono ai minimi storici?

 Leggevo qualche tempo fa, che la Clinton al momento attuale, ha delle indicazioni  di voto più favorevoli rispetto ad Obama, avremo alle primarie un nuovo scontro Obama vs Clinton?

Se si quali sono i Suoi pronostici?

 Ultima domanda, la più importante: secondo Lei gli Stati Uniti, sono già usciti dalla crisi, e sono fin da adesso pronti a riprendere la funzione di traino economico dell’occidente?

 Ringraziando per la cortese attenzione, distintamente saluto.

Romolo Rubini

 

***   ***   ***

La prima risposta alla prima domanda è ovvia. Si parla meno degli Stati Uniti perché l’Europa e l’Italia in particolare sono concentrate sui loro guai. Ma – mi creda – quelli dell’America di Obama sono se possibile ancora maggiori. La sola differenza è che la Federal Reserve può continuare a stampare dollari a rotta di collo evitando il crollo dei suoi bond mentre la Banca Centrale Europea, succube del diktat tedesco, no.

E su questo sfondo la ‘’preoccupazione’’ di Obama per quanto accade in Europa appare paradossale. Obama, che è l’artefice del dissesto americano (il debito pubblico sotto di lui è passato da 9 a 15 trilioni di dollari) farebbe bene a interessarsi ai fatti di casa anziché dare consigli agli altri. Ma è improbabile che sin che c’è lui alla Casa Bianca la situazione possa migliorare. Il che vuol dire che per tutto il 2012 l’economia rimarrà paralizzata sull’una e sull’altra sponda dell’Atlantico. Incrociamo le dita e speriamo che dal 2013 alla Casa Bianca ci sia un altro. Uno qualsiasi.

Lei mi chiede della Hillary. Ebbene delle previsioni contenute nel mio libro ‘’Un Tè Freddo per Obama’’ (Università Bocconi), uscito l’anno scorso, una sola (sinora) non si è avverata. Quella che riguarda appunto Hillary Clinton. Scrivevo che se la popolarità di Obama fosse rimasta così bassa, l’illustre signora, attuale Segretario di Stato, si sarebbe dimessa e ricandidata alla nominatiom. Sinora ripeto non è accaduto, ma non è escluso che accada. Per esempio in aprile o in maggio del prossimo anno. Hillary eviterebbe così la massacrante fatica delle primarie e potrebbe ripresentarsi alla Convention democratica dove riceverebbe la nomination per acclamazione. Asspettiamo e vediamo.

Dopo di che ovviamente per ridiventare presidente dovrebbe battere il candidato repubblicano quando finalmente il Gop l’avrà scelto. I sondaggi la premiano. Se si votasse ora sarebbe eletta con grande maggioranza. E' giudicata più competente e intelligente di colui che la sconfisse tre anni fa. E inoltre alla Casa Bianca si porterebbe il marito Bill. In altre parole, come si dice nel commercio, gli americani avrebbero due Clinton al prezzo di uno.

Infine la crisi. No, caro Rubini, gli Stati Uniti non sono usciti dalla crisi. La crescita, attorno al 2 per cento, è troppo bassa per condurre a un riassorbimento della disoccupazione. Ma è certo che dalla crisi, una volta cambiato l’inquilino alla Casa Bianca, usciranno per primi. E allora, come sempre capita, si tireranno dietro anche l’Europa. A condizione che la Merkel riconosca e accetti quel che è inevitabile: dare alla Bce i poteri di una vera banca centrale. Solo così la speculazione sarà sconfitta.

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