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Perchè la Juve non è da scudetto

Pubblicato da Mario D Ascoli Ven, 14/10/2011 - 16:13

 La Juve è da scudetto: lo dicono un po’ tutti, tecnici e media in testa, dopo che ha battuto il Milan. Mi spiace ma non sono d’accordo neanche con Guidolin e Ancelotti che mi hanno rilasciato, in questi giorni, due lunghe interviste per il Quotidiano Sportivo.Intanto l’ossatura della squadra è in gran parte quella che nelle due ultime stagioni ha conquistato altrettanti settimi posti. Roba deprimente, a livello di Juve. A ciò si aggiunga che la recente assemblea degli azionisti ha sancito che il deficit bianconero è di 95 milioni (!) di euro.Ma lascio stare la parte economica che pure ha un notevole significato in vista della riapertura del mercato di gennaio e mi fermo agli aspetti tecnici.La Juve non è da scudetto perché in difesa  non ha valori eccelsi. Sono da primo posto un Buffon che ha ricaricato le pile, un terzino solido e arrembante come Lichtsteiner e un bell’atleta come Chiellini se gioca sulla fascia sinistra (Gianni Brera soleva disquisire, giustamente, che i mancini al centro dell’area soffrono in quanto deboli sul lato destro). Però da Barzagli, che sta andando bene, aspetto conferme mentre Bonucci e Grosso, De Ceglie, Motta e Sorensen non hanno doti e carisma da squadra da scudetto.E lo stesso attacco, pur presentando molte soluzioni, non ha né in Matri né in Vucinic né in Quagliarella né in Del Piero un uomo da venti gol, ovvero un uomo indispensabile per il salto di qualità (non a caso si sta facendo, in questi giorni, il nome di Tevez). A centrocampo invece la Juve può competere con le migliori perché Pirlo fa addirittura la differenza, perché Marchisio ha un repertorio completo e in effetti ricorda abbastanza Tardelli e perché Vidal è un incontrista in continuo movimento, in grado di recuperare palla e di creare molti fastidi agli avversari.Dunque due reparti su tre non sono da leader. Fra l’altro dopo lo sciagurato mercato dello scorso anno (Motta e Rinaudo,Toni e Martinez, Bonucci e Grosso) non è che quest’anno Marotta e Paratici abbiamo fatto fuochi d’artificio. Al contrario, dopo molte promesse, hanno fatto solo un po’ meglio.Da scudetto, questo sì, sono un regista sopraffino come Pirlo, sono uno stadio magnifico e rivoluzionario, sono un presidente giovane, leale e intenditore come Andrea Agnelli che ha cacciato i franchi tiratori dalla società facendo scoppiare, su Calciopoli, alle luce delle ultime intercettazioni, una battaglia sacrosanta e sono un tecnico del talento di Antonio Conte su cui, conoscendolo bene, sono pronto a mettere la mano sul fuoco. Dimenticavo: non giocare le coppe, questo sì, è un vantaggio notevole, sul piano psico-fisico.Ma se guardo i giocatori di cui dispongono le due milanesi che hanno tutto il tempo per recuperare terreno, se guardo il Napoli scoppiettante, soprattutto in attacco, beh, devo dire che la Juve viene dopo queste tre squadre. Perché ha ragione Conte quando ricorda in continuazione che la Juve è reduce da due campionati meno che mediocri, ha ragione Conte quando dice che illudere la gente è pericoloso, ha ragione Conte quando sottolinea che la Juve sta studiando per diventare grande. Ed è un Conte che non si nasconde ma che, al contrario, è più realista del re. I voli di fantasia interessati lasciamoli a Marotta e Paratici oppure a tv e giornali che sanno bene come in Italia niente tira come il bianconero della Juve. Insomma per me se la Juve dovesse vincere lo scudetto sarebbe un miracolo. Per voi non so. Amen.      

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