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La Juve non ha coppe e non ha infortuni però ha un grande Conte

Pubblicato da Mario D Ascoli Lun, 21/11/2011 - 18:48

La Juve non ha le coppe ed è un bel vantaggio così evita il logorio della vita moderna. La Juve non ha infortuni (e quindi può giocare con la formazione standard) contrariamente agli scorsi anni quando sfiorava, in materia, il record mondiale. La Juve non ha uno stadio qualsiasi, al contrario ne ha uno nuovissimo e talmente rivoluzionario che permette ai suoi tifosi di sprigionare un sostegno infernale e redditizio.

 

Ma soprattutto, ecco il punto, la Juve ha un signor allenatore, Antonio Conte. Uno che lavora sodo, che cura la tattica nei minimi particolari (è un figlioccio di Sacchi, no?) e la sa cambiare in corsa passando dal 4-2-4 o 4-4-2 che dir si voglia a un 4-2-3-1, che dà alla squadra una carica incredibile, la sua carica, che fa correre i giocatori come i cavalli del Palio di Siena. Non è finita qui: Conte ha il merito di aver sistemato la traballante difesa dello scorso anno, di nuovo c’è solo Lichtsteiner, di aver portato Marchisio ai livelli di Tardelli, di aver trasformato Pepe in un tornante di lusso.

Potrei continuare ma mi fermo qui.A proposito del centrocampo: ve lo immaginate se vengono a mancare Pirlo e Marchisio? Per Conte sarebbe un dramma perché dovrebbe affidarsi a Pazienza e Marrone, un salto indietro così lungo da far tremare le vene e i polsi. Eppure la Juve non solo vince ma anche diverte con una manovra d’attacco basata sulla corsa e sull’agonismo ma anche sulla tattica e sulla tecnica. Con il Palermo è stata uno spettacolo.

 Però la Vecchia Signora è in testa non perché è una grande squadra ma perché chi la guida finora ha inciso, credo che sia un record, per un buon trenta per cento. Non è una grande squadra perché non ha campioni doc, chi fa la differenza è solo Pirlo (ed eventualmente Buffon, qualora ripeta le prodezze sfoderate col Palermo). Se andiamo a vedere gli acquisti Elia, Estigarribia e Giaccherini stanno quasi sempre a guardare, Vucinic, Vidal e lo stesso Lichtsteiner sono buoni, ottimi giocatori ma non dei fuoriclasse.

 

Allora torna sul podio lui, Antonio Conte. Che io ho conosciuto ad Arezzo e ho subito capito, scusate la presunzione, che aveva qualità non solo come allenatore ma anche come uomo. Perché è intelligente, furbo, affettuoso, grintoso, carismatico, volenteroso, simpatico. E diplomatico. Guardate i suoi contatti con i media: non sbaglia un colpo soprattutto quando gli parlano di scudetto, parola troppo grossa per questa Juve che è rinforzata, d’accordo, ma è anche reduce da due settimi posti consecutivi. Infatti la favorita per lo scudetto è il Milan che ha molti campioni, non la Vecchia Signora. Nonostante quel Conte che vi dicevo. Un campione, lui sì, in panchina. 

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