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Caorso addio. "Mai più il nucleare in questo sito"

Pubblicato da Davide Costa Mar, 12/08/2008 - 14:50

   dall’inviato DAVIDE COSTA— CAORSO —ARTURO GIACE LÀ, tra i campi coltivati della provincia emiliana e la golena del Po. Un gigante silenzioso, addormentato da oltre vent’anni. Da quando cioè gli italiani, sulla scia dell’incidente di Chernobyl, decisero con tre diversi referendum che la nostra avventura nel campo dell’energia nucleare doveva fermarsi. Arturo: un modo curioso per identificare l’ex centrale nucleare di Caorso. Un soprannome che trae origine dalla striscia di fumetti che aveva come protagonisti due bambini: Arturo e Zoe. Le loro avventure piacquero tanto ai primi tecnici della centrale che decisero di soprannominare così reattore e turbina. Un gigante addormentato. Ma con un cuore che pulsa. Delle 1032 barre di uranio che alimentavano l’impianto, infatti, 706 si trovano ancora immerse nella piscina accanto al reattore e colorano l’acqua di turchese. Centotrenta tonnellate di materiale radioattivo che Sogin (la società che si occupa di decommissioning, ovvero di smantellare gli impianti nucleari e di gestire i rifiuti radioattivi in Italia) spedirà in Francia. Oltralpe il combustibile verrà separato: da una parte le materie riutilizzabili, dall’altra le scorie, che saranno restituite in una forma che ne riduce il volume e ne garantisce la sicurezza.I PRIMI TRASFERIMENTI di combustibile da Caorso alla Francia sono iniziati a dicembre, in anticipo rispetto alla tabella di marcia, e proseguiranno fino alla seconda metà del 2010. Il trasporto avviene grazie a speciali contenitori (chiamati cask) dal peso a vuoto di 90 tonnellate l’uno. Ogni cask, che al suo interno contiene 17 barre di uranio, viene portato a bordo di mezzi speciali fino alla stazione di Caorso.LÌ IL CARICO viene spostato su un particolare convoglio ferroviario che lo conduce in Normandia, a La Hague, dove ha sede l’impianto di Areva, la società che per 250 milioni tratta il combustibile nucleare italiano. «Con la rimozione totale del combustibile — spiega l’ingegner Emanuele Fontani, Project Manager di Sogin per la centrale di Caorso — riusciremo ad allontanare il 99,31% della radioattività dell’intero sito». Intanto i lavori di decommissioning procedono: nel 2004 è stata completata la decontaminazione del circuito primario, a dicembre 2006 è terminato lo smantellamento dell’alternatore e della turbina (oltre 5.300 tonnellate di materiale). Inoltre è stata da poco completata la demolizione delle torri di raffreddamento ausiliarie, mentre entro l’anno entrerà in funzione una delle più grandi stazioni di gestione materiali al mondo.IL TERMINE dei lavori di decommissioning è previsto nel 2019: il costo per Caorso si aggira sui 560 milioni di euro. Una cifra allineata agli standard internazionali previsti per lo smantellamento di impianti nucleari. Attualmente siamo a un decimo del totale dei lavori, ma Sogin si è imposta un’accelerazione che le permetterà di arrivare al 45% entro il 2011.Soddisfatto Fabio Callori, sindaco di Caorso: «Da qualche tempo ho notato un nuovo atteggiamento nei miei concittadini. Per molti anni la centrale è stata percepita come elemento ostile. Con l’inizio del processo di allontanamento del combustibile il paese ha avuto una scossa. Ora lo smantellamento sembra davvero più vicino». «La popolazione di Caorso — conclude il primo cittadino — ha già dato abbastanza per il nucleare. Se il governo vuole rientrarvi sappia che noi non siamo disponibili».RESTA IL PROBLEMA dei rifiuti: all’interno della centrale nucleare sono stoccati circa 8.700 fusti, pari a 1.500 tonnellate. La sicurezza è garantita da Sogin grazie a numerosissimi controlli: lo scorso anno oltre 49mila, ai quali dobbiamo aggiungere quelli realizzati dall’Arpa dell’Emilia Romagna. Tantissime verifiche, necessarie a tenere sotto controllo Arturo. E a dar sicurezza agli italiani. Si dice che la capacità di uno stato di gestire il nucleare si vede da come riesce a chiudere il ciclo con il decommissioning. L’Italia c’è. E sta lavorando in questo senso.  - -->

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