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Nuova direttiva sui pagamenti posticipati

Pubblicato da Lara Comi Mar, 26/10/2010 - 11:43

Finalmente il Parlamento Europeo ha dato il via all’approvazione della Direttiva contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali.

La direttiva, molto attesa, fissa per le transazioni commerciali tra privati e pubblica amministrazione il termine perentorio di 30 giorni solari prorogabile a 60 per il settore sanitario o in presenza di casi eccezionali, innestandosi nel solco tracciato dallo Small Business Act, e ribadisce l’assoluta necessità di garantire indistintamente a tutte le imprese, a prescindere dalle dimensioni o da altri fattori discriminanti, un’effettiva forma di tutela contro il fenomeno patologico delle transazioni commerciali.

Dal 2013 sulle fatture non liquidate, entro i termini, graverà un interesse di mora, pari, come minimo, all’8% , nonché il diritto di recupero delle spese amministrative ed il risarcimento dei costi interni sostenuti a causa dei ritardi di pagamento fissato a 40 euro forfettario.

Per la P.A. dunque, in particolare quella italiana, è suonato un vero e proprio campanello d’allarme. Secondo uno studio effettuato da Intrum Justitia, 70 sono i miliardi di euro di arretrati che confermano, infatti, che l’inefficienza della nostra PA è maggiormente marcata rispetto ad altri paesi “più virtuosi” dell’Unione Europea. La media dei pagamenti italiani ad oggi è di 186 giorni, cresciuti rispetto ai 128 dell’anno scorso e per la sanità si arriva addirittura a 500/600 giorni.

Attraverso questa nuova normativa si prevede che l'economia europea riceverà una iniezione di liquidità pari a 300 miliardi di euro.

La Direttiva darà ossigeno, forza e credibilità per le PMI dal momento che i ritardi di pagamento rappresentano un vero ostacolo alla competitività delle imprese commerciali, pesano negativamente sulla gestione finanziaria e contribuiscono a determinarne o accrescerne la mancanza di liquidità fino a causarne, nei casi più gravi, il fallimento, in particolare delle PMI.

Questo rischio è maggiormente avvertito nel momento storico attuale perché il quadro economico è attraversato da una grave recessione che, oltre i mercati finanziari e il sistema bancario, ha coinvolto l’intero sistema economico ed imprenditoriale.

La Direttiva deve essere recepita dai singoli governi entro 24 mesi e lascia agli Stati membri la libertà di mantenere o adottare disposizioni più favorevoli al creditore perché si allinei alla direttiva.

E’ dunque una corsa contro il tempo che metterà alla prova il sistema Italia.

Un pizzico di ottimismo non guasta.

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