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L'e-commerce per il consolidamento del mercato interno

Pubblicato da Lara Comi Mar, 12/10/2010 - 19:17

Malgrado la crisi, l'e-commerce in Europa gode di buona salute.E’ quanto si ricava dalla lettura dei dati di uno studio effettuato in 12 Paesi dal Centre for Retail Research che ha sede in Gran Bretagna.Il 2009 ha segnato, per quanto riguarda le vendite in Internet, una crescita del 22% e si ipotizza per l’anno in corso, una crescita ulteriore di un altro 20%. Il giro di affari si e' attestato lo scorso anno a 143,7 miliardi a fronte dei 44,7 miliardi del 2003, con un 4,7% rappresentato dalle vendite al dettaglio. Qual è la ragione di tale incremento? La recessione, paradossalmente, ha contribuito all'aumento del commercio elettronico in quanto ha spinto i consumatori a cercare i prezzi più convenienti proprio nel web. In Francia le vendite sono balzate del 33% a 24,7 miliardi, in sintonia sono le performance registrate in Gran Bretagna (salite a 42,7 miliardi) e in Germania (a 33,4 miliardi). Il peso di questi tre Paesi, che nel 2009 hanno rappresentato il 70% dell'e-commerce europeo, quest'anno è destinato a consolidarsi: il settore dovrebbe crescere del 31,4% in Francia, del 12,4% in Gran Bretagna e del 17,2% in Germania. E l'Italia?Il nostro Paese, come pure la Spagna, registra un netto ritardo: mentre in Spagna la percentuale di crescita prevista è dell’1%, in Italia siamo addirittura allo 0,8%.Le ragioni di tale ritardo vanno ascritte sia alla mancanza di un sistema di consegna rapido ed efficace, sia alla scarsa penetrazione della cultura della vendita a distanza nell’immaginario collettivo. C’è, inoltre, un’altra serie di motivi che definirei strutturali. Le enormi differenze di dimensione e di crescita del commercio elettronico sono riconducibili al tasso di collegamento alla rete: in media il 64% delle case europee e' collegato al web (52,3% a banda larga), l'Olanda e molti Paesi nordici guidano questa classifica con l'80%, la Germania e la Gran Bretagna rispettivamente con il 75% e il 71%, la Francia con il 62%. L' Italia, la Polonia e la Spagna sono in ritardo con tassi che vanno dal 47 al 51%.Tra i prodotti più venduti risultano i programmi per computer, gli antivirus, la musica da scaricare, i telefonini, oppure quelli difficili da reperire come i libri d'occasione. Quali le riflessioni che ne scaturiscono?Innanzitutto dall’esame dello scenario internazionale emerge che l’e-commerce ha svolto un ruolo d’ importante acceleratore per le economie, nelle quali ha avuto un maggiore sviluppo, aprendo nuovi sbocchi per l’occupazione e rilanciando settori della produzione e del commercio in mercati prima di allora inaccessibili. Si tratta, dunque, perché questo trend positivo continui, di sviluppare le infrastrutture necessarie per la crescita dell’e-commerce, di consolidare l’impianto normativo a sostegno di questo settore e, parallelamente, di abbattere il vecchio pregiudizio della sfiducia dei consumatori e delle imprese nei confronti di Internet, come canale distributivo.In particolare c’è una richiesta di maggiore sicurezza delle transazioni, occorre vincere l’ignoranza (in senso positivo) sugli aspetti tecnici a garanzia delle transazioni, superare la predisposizione al "se non vedo non credo” e chiaramente Internet pone limiti. Infine, sarà questa la maggiore difficoltà, contenere la necessità di stabilire un contatto diretto con chi commercializza e vende il bene (la tendenza è ancora più evidente nelle regioni centro - meridionali dell'Italia dove esiste il concetto del piccolo negozio di fiducia).Occorre, quindi, passare dalla demonizzazione del mezzo Internet a un sentito apprezzamento, ampliando l’offerta e la visibilità dei prodotti, predisponendo siti in più lingue, aumentando gli investimenti pubblicitari negli altri Paesi europei e gestendo meglio le opportunità e le interazioni multicanale.Solo così, e ne sono convinta, la rete consentirà anche alle piccole imprese di essere competitive sui mercati internazionali concedendo loro di saltare molte intermediazioni e d’ essere in contatto costante con il cliente finale. L’e-commerce può rivelarsi una risposta utile a superare l’attuale crisi della domanda, promuovendo il marchio e la qualità dei prodotti delle imprese. Questa è la direzione del Governo Italiano che sta incentivando tutte le attività e le iniziative volte a colmare il digital divide e ad accrescere la competitività delle imprese sui mercati.

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