• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

La triste storia di Marinella Colombo

Pubblicato da Lara Comi Mar, 09/11/2010 - 08:52

Questa di Marinella è la storia vera “ cantava nel 1964 Fabrizio De Andrè. Questo refrain lo uso per ricordare l’odissea di Marinella Colombo, la mamma coraggio che dal 2006 combatte al centro di un affare internazionale per l‘affidamento dei suoi figli, del resto già affidati a lei dopo la separazione dal compagno Jeorge Ritter.

Madre di due bimbi, nati a Monaco, in Germania, dove lavorava e risiedeva, la donna è costretta a tornare nella sua città d’origine, Milano, e si vede costretta a chiedere al Tribunale dei minori tedesco di poter portare con sè i figli.

Il Tribunale non risponde e Mariella nel 2008 parte alla volta di Milano, considerando la non espressione del tribunale come tacito assenso. Da questo momento in poi inizia il calvario, la donna viene infatti arrestata per sottrazione di minore, arresto che viene poi trasformato dalla giustizia italiana in obbligo di firma.

Nel 2009 il signor Ritter, ex compagno della donna, riporta i figli in Germania ma la  mamma coraggio non ci sta. L’anno dopo infatti, nel 2010, la donna riesce con un colpo di mano a riprendersi i figli e a nasconderli.

Il Tribunale di Milano dà ragione al marito in una prima fase, salvo poi rimandare tutto ad un nuovo processo.

Arriva la sorpresa. Il marito rivela che sul capo della sua ex moglie pende un secondo mandato di cattura europea, sempre per sottrazione di minori.

Dopo le accurate indagini, Mariella Colombo viene di nuovo arrestata e poi rilasciata, ma presto ci sarà un’udienza davanti ai giudici d’appello che dovranno decidere della sua sorte: estradarla o meno, a causa del mandato d’arresto europeo per sottrazione di minori.

A me sembra Inconcepibile che nelle more di una sentenza i giudici tedeschi entrino così a gamba tesa. Inconcepibile anche perché al primo mandato di arresto la magistratura italiana aveva già replicato accampando la propria competenza.

La vicenda diventa grottesca se si leggono le dichiarazione della Colombo, una mamma provata, che ha ribadito con forza che in Germania le leggi sono diverse dal resto dell’Europa.

Infatti i figli non sono dei genitori, ma appartengono allo stato, sono di proprietà dello stato.

Ha accusato l’autorità giudiziaria tedesca di aver presentato al Tribunale dei Minori di Milano una documentazione falsata, in base alla quale il Tribunale stesso ha preso la decisione di rimpatriare i bambini in Germania.

Al centro della polemica sono le maniere assolutamente inaccettabili con cui è intervenuto nella storia lo Jugendamt, l’organizzazione tedesca che ha la funzione di assistente sociale e che sostiene attivamente i tribunali in difesa degli interessi tedeschi.

Mi auguro che l’Italia non pieghi la testa di fronte alle maniere dure ed autoritarie dei tedeschi e che appoggi fino in fondo Marinella Colombo, affinchè vengano tutelati i diritti dei due bambini, che sicuramente vivono in uno stato di grande ansia, sapendo che la loro madre non può essere vicino a loro.

Allontanare con la forza i bambini dalla loro madre, prelevarli dalla scuola, per giunta in Italia, in maniera coatta, ricorda dei mezzi del secolo scorso, utilizzati per fini sempre orribili.

Lo Stato non può essere il proprietario dei bambini.

I bambini sono persone, ed in quanto persone debbono godere di tutti i diritti, in primis del diritto all’ascolto.

Come finirà questa storia tremenda? Difficile dirlo. La battaglia continua…

Marinella Colombo ha la mia solidarietà e credo quella di tanti italiani che la pensano come me.

Marinella Colombo, deve essere aiutata a ricominciare una vita normale ed il più possibile serena accanto ai suoi figli.

Come è giusto e naturale che sia….

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.