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Gli effetti della crisi nel settore Difesa. Un'analisi comparata sulle spese militari

Pubblicato da Roberto Colella Lun, 24/10/2011 - 14:33

Il Regno Unito è sicuramente il Paese che ridurrà di più il badget militare. La nuova Strategic Defense Review britannica definirà i tagli che dovrebbero avvicinarsi agli 8 miliardi di sterline su un bilancio 2010 di 40 miliardi di sterline. Per la potenza europea, quarta nella classifica delle spese militari, dopo Stati Uniti, Cina e Giappone, si tratta di una riduzione del 20% confermata dal ministro della Difesa Liam Fox. Un taglio senza precedenti destinato ad avere un forte impatto sulle missioni oltremare. Le indiscrezioni diffuse dalla stampa hanno dipinto scenari catastrofici per la Difesa del Regno Unito con il dimezzamento delle forze aeree da combattimento, la Royal Navy perderà almeno due sottomarini e tre navi da sbarco oltre a 2.100 militari mentre più limitati saranno i tagli all'esercito ma solo finché ci sarà la permanenza in Afghanistan che assorbe oggi circa 10 mila soldati. Terminato tale impegno la SDR prevede un taglio di 5.000 soldati e la dismissione del 40 per cento dei suoi 9.700 veicoli corazzati e blindati. Anche negli Stati Uniti, che ancora sostengono le operazioni militari in Iraq e Afghanistan, si è deciso di ridurre le spese per nuove armi: -15%. La Commissione per la riduzione del deficit federale, istituita dalla Casa Bianca, propone di riportare negli Usa oltre 50.000 dei 170.000 militari schierati nelle basi in Europa e Asia e di acquistare meno navi e aerei avanzati come i convertiplani V-22 Osprey e i cacciabombardieri F 35. Tale ultimo programma, che incontra ancora difficoltà, vede salire il prezzo dei singoli modelli dai 50 milioni di dollari previsti a 150/200, gli USA potrebbero tagliare l’acquisto dei 2.443 esemplari inizialmente previsti per una spesa totale stimata di 382 miliardi di dollari in 20 anni. Di sicuro il più costoso programma militare della storia. La Commissione federale ha proposto di risparmiare 9,5 miliardi tra il 2012 e il 2015 acquistando le nuove versioni dei velivoli F-16 ed F-18, molto meno costose. In Germania il ministero della Difesa tedesco prevede di tagliare ogni programma: la Germania rinuncerebbe a 13 A400M su 53 (-24,5%), a 37 Eurofighter su 177 (-21%), a 40 NH-90 su 122 (-33%), a 40 Tiger su 80 (-50%) e a 60 Puma su 310 (-19%), gli uomini passerebbero da 220.000 a 185.000. A svelare i tagli è il Financial Times. Nessuna conferma è ancora giunta. Infine l' Italia: I tagli per il nostro Paese hanno già riguardato le indennità del personale e delle spese dell’Esercito. Dovrebbero riguardare inoltre gli Eurofighter, con 25 intercettori in meno e la cancellazione dei modelli della tranche 3B, con un risparmio di 2 miliardi. 24 caccia intercettori italiani della prima tranche dovrebbero essere venduti alla Romania, Serbia e forse Turchia con un ritorno di 1 miliardo di dollari. Per gli F 35 non è stato previsto nulla a riguardo, mentre il numero di fregate FREMM potrebbe essere ridotto a 6. Tale taglio dovrebbe essere compensato con una fornitura di 5 modelli al Brasile. Tuttavia la Francia osteggia tale contratto, volendo vendere al paese sudamericano FREMM francesi.

 

 

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