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Se piange la Fornero, figuriamoci noi

Pubblicato da Gloria Ciabattoni Lun, 05/12/2011 - 16:49

 

Non si parla di altro, negli uffici, al bar, nelle trasmissioni radiofoniche, sui blog in rete: delle lacrime del ministro Elsa Fornero nell'annunciare la stangata. Davanti alla parola <sacrifici> non ce l'ha proprio fatta, una lacrimuccia le è venuta giù. Il commento che si sente in giro è banale ma quasi d'obbligo, lacrime e sangue, le lacrime ce le mette lei e il sangue noi. Qualcuno ha apprezzato il <volto umano della politica>. Qualcun altro più scafato ha sottolineato come lo stress possa giocare brutti scherzi anche alle persone più avvezze a stare nella stanza dei bottoni.

Personalmente mi sono commossa piuttosto poco. Certo noi italiani siamo tutti <anima e core> e con un po' di phatos la pillola va giù meglio. La ministra che di economia e di banche se ne intende ( la sua biografia è su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Fornero) ha detto che dietro la manovra c'è un <costo psicologico>, ma molti italiani pensano al costo tout court. Qualcuno (sempre chiacchiere fra amici, s'intende) si domanda anche se ci voleva un a tempesta di cervelli tecnici per calare la scure sulle pensioni, rimettere l'Ici sulla prima casa, far salire l'Iva, bloccare la rivalutazione delle pensioni. Ci aspettavamo ad esempio che la scure calasse di più sugli invisibili del sistema fiscale, quelli che evadono ogni anno 120 miliardi di euro al fisco. Introdurre la rintracciabilità del contante dai 1000 euro forse servirà a qualcosa, forse, e poiché faremo sempre più pagamenti con carte di credito, bancomat e assegni, certamente servirà alle banche per incassare maggiori commissioni. Ci aspettavamo anche qualcosa di più sui tagli delle spese, sui costi della politica, anche se Monti ha dato il buon esempio rinunciando allo stipendio. E se gli sgravi alle imprese si spera porteranno buoni frutti (cosa abbiamo da dire circa i marchi del lusso che hanno spostato la produzione all'estero?). (Non essendo un'esperta di economia, a volte mi chiedo se innalzare l'età pensionabile ai 67 anni non rallenterà l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro...).

Ciò detto, poiché ad essere negativi si fa solo della dietrologia, ingoiamo pure questo pacchettino di sacrifici augurandoci che servano a qualcosa. Però per favore i ministri ci risparmino la lacrima sul viso: dal chirurgo che mi deve amputare una gamba non mi aspetto certo che con la sega in mano si metta a fare quattro risate, ma se vedo che lui piange io, paziente, che devo fare?

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