Arriva il congedo di paternità, 4 giorni. E dopo?
A leggerla così, la notizia è interessante: anche per i neopapà italiani arriva il "congedo di paternità obbligatorio", già in vigore in molti paesi europei. Ovvero, quattro giorno di congedo subito dopo la nascita del bambino, a carico delle aziende per i lavoratori dipendenti e del sistema previdenziale per quelli autonomi.
Le proposte che sta esaminando la Commissione Lavoro della Camera sono due, molto simili tra loro: una del Pd, scritta da Alessia Mosca, e una del Pdl, firmata da Barbara Saltamartini. Entrambe, leggo in una nota d'agenzia, <con lo scopo di pensare al bene delle famiglie, di aiutare le donne nella gestione dei figli e di stimolare nei papà la voglia di prendersi cura dei loro eredi>.
Il Portogallo ha già introdotto il congedo obbligatorio per i papà nel 2002. In Italia al momento il congedo per paternità viene chiesto solamente da meno del 4% dei padri.
A me sembra che la proposta in questione rischi di diventare la solita cosa all'italiana, ovvero tante buone intenzioni ma poco succo. E che non serva a cambiare. Quattro giorni con mamma e bebè cosa risolvono? Dopo quattro giorni il neo-papà torna al lavoro e lascia la neo-mamma alle prese con pannolini e pargolo ululante. E non per quattro giorni ma per qualche mese. E' chiaro che nessuna azienda potrebbe pemettersi di lasciare un lavoratore a casa qualche mese. Ma è altrettanto chiaro che un uomo non è certo stimolato a prendersi cura della prole con quattro giorni a casa. Forse bisognerebbe poter scegliere e spartire il congedo di maternità della donna con il papà. O forse bisognerebbe affrontare il problema asili nido in maniera capillare. Come la si guardi, comunque, sarà ancora e sempre la mamma ad essere in prima linea con il bebè.
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