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Nel Fermano viabilità da terzo mondo: Mare-monti 'sepolta' anche nelle intenzioni

Pubblicato da Stefano Cesetti Gio, 09/12/2010 - 12:53

APPENA 7 km. di strade a quattro corsie, di cui 2 senza guard rail, e la Mezzina piena di avallamenti. Per il resto, Faleriense, Valdaso e Valdete diventate strette e supertrafficate. Questo il desolante e umiliante quadro del sistema viario del Fermano. Togliendo l’A14 e la statale Adriatica, tutte le province sono attraversate almeno da una superstrada o arteria adeguata orizzontale, che allevia il traffico, riduce i rischi di incidenti (mortali e non) e garantisce efficaci collegamenti per le imprese. La mancanza di un’adeguata viabilità figurava anni fa in cima ai motivi per cui è stata chiesta l’autonomia provinciale, all’epoca si reclamava a gran voce la Mare-monti, per rendere degni i collegamenti tra il mare e i Sibillini, più una serie di interventi minori, per portare il resto della viabilità al passo con i tempi. 

Dispiace dirlo ma, adesso che c’è la Provincia, la Mare-monti è scomparsa da ogni discorso, nessuno pronuncia più neanche la sola ipotesi di realizzarla. Qualche settimana fa, conosciute le strade inserite dalla Regione nel nuovo Piano delle infrastrutture (investimenti per i prossimi dieci anni), il sindaco di Fermo, Saturnino Di Ruscio, ha invitato assessori e consiglieri regionali del Fermano e gli amministratori provinciali a farsi sentire in favore di questa strada essenziale non solo per Amandola, ma per tutta la vallata del Tenna. C’è stato solo un silenzio di tomba. Qualche giorno dopo, un assessore provinciale e un consigliere regionale si sono quasi offesi perché il Carlino ha titolato che il Fermano restava la Cenerentola, vista la ripartizione dei fondi per le strade di interesse regionale. Solo 2,6 milioni per la Valdaso, mentre ad esempio Macerata, che ha già ben più belli e importanti collegamenti, otterrà 4 milioni: vi sembra un’attenzione adeguata per rimettere la nostra zona sullo stesso piano delle altre province? 

Ha ragione Daniele Fortuna del Psi quando dice che per ricevere questo genere di finanziamenti e di risorse, sarebbe bastata la vecchia provincia perché il minimo ce lo avrebbero garantito lo stesso. La Provincia di Fermo è stata invece voluta dai fermani perché si seguisse una nuova filosofia politica, economica e sociale che, ricorrendo alla trasversalità (arma vincente nell’ottenimento dell’autonomia, non dimentichiamolo), riuscisse a far sentire più forte e a rendere più efficace la voce del territorio. Un salto culturale indispensabile perché se Pesaro reclama fondi per la Fano-Grosseto (ma è davvero utile?), se Ancona ha una superstrada che facilita i collegamenti con l’Umbria, se Macerata si doterà presto di una drittissima Civitanova-Foligno, se Ascoli vanta un’Ascoli-mare classificata addirittura come raccordo autostradale, crediamo che Fermo possa ambire, almeno, a fare inserire nei programmi dei prossimi anni la Mare-monti.

E per ottenerlo non occorre aspettare il Piano territoriale di coordinamento perché significa applicare logiche di normale amministrazione, che i fermani (specie i politici) hanno contestato in passato per avere una provincia nuova e diversa. Serve un collegamento continuo tra i nostri rappresentanti in Parlamento, in Regione, in Provincia e i sindaci. Occorre coinvolgere il territorio, altrimenti il Fermano continuerà a svilupparsi con i ritmi pachidermici di sempre ed a non ottenere nulla. Non solo, ma si profila il paradosso che il Fermano, privo di strade di un certo livello, dovrà accollarsi tre milioni di euro per il contenzioso dell’Ascoli-mare, la strada fiore all’occhiello degli ascolani. Come al solito, il danno e la beffa o, se preferite, cornuti e mazziati.

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