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A tavola, con il cavallo?

Pubblicato da Mariangela Cecchi Gio, 23/06/2011 - 15:45

Forse non più. La carne di cavallo potrebbe essere presto bandita dalle tavole degli italiani. Sul bracere, infatti, non più bistecche equine ma una proposta di legge voluta dalla sottosegretaria alla Salute Francesca Martini, appoggiata con fragore da Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole, sulla scia dell'iniziativa partita a novembre scorso (e raccontata da ‘Il Corriere della Sera’) dove la vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera Paola Frassinetti chiede di interrompere la catena 'cavalli vecchi e macello', arrivando step by step allo scopo finale di bandire la carne di cavallo dal menu tricolore, riconoscendo gli equidi come animali d’affezione.

La proposta di legge sulle “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali d’affezione”, appunto, è stata depositata e assegnata alla Commissione di merito alla fine del 2009, ma ad oggi non è ancora stata calendarizzata. Fatto sta che, indignati, i mangiatori di cavallo hanno subito creato la pagina Facebook ‘Difendiamo la macellazione della carne equina’, portando a favore della protesta la volontà di difendere antiche tradizioni culinarie italiane - soprattutto in auge nel sud Italia, dove imperversano sagre e feste ‘al cavallo’ a base di straccetti e insaccati di ogni genere, ma anche in Lombardia e Piemonte -  e gli eccezionali valori nutrizionali di questo ‘alimento’. Dall’altra parte, oltre ai politici, si sono schierati vip come l’attore Gabriel Garko e associazioni come Horse Angels, ma anche catene alimentari.

Ad esempio il patron della catena Esselunga, Bernardo Caprotti, ha vietato la vendita di carne equina nei ‘suoi’ supermercati, dichiarando: “Carne di cavallo? Finché ci sarò io sarà cosa non ipotizzabile. Cannibali! Sarebbe come se io mi mangiassi arrosto il mio cane. È una cosa orripilante”. Ma allora, riflettendo con onestà, credo che la questione sia una sola: mangiamo senza problemi gli animali che non conosciamo, quelli con cui non abbiamo nessun tipo di rapporto affettivo. Mondo ‘umanocentrcio’ e, non dimentichiamo, occhio non vede cuore non duole. Se molti di noi entrassero in un macello di mucche o maiali forse mangerebbero ancora e comunque costoline e fiorentine, ma certo lo farebbero con meno leggerezza, inconsapevolezza e gusto: certe immagini rimangono indelebili e alcuni sguardi, una volta incontrati, non si possono più dimenticare. E l’incoerenza tra l’amore per gli animali e il piacere cieco di mangiarli, perché è innegabile che la carne sia buona, inizierebbe a stridere più forte. Se tenessimo in giardino, o addirittura in casa, rispettivamente mucca o maiale? Se i nostri figli, domani, facessero la ‘pet therapy’ con loro?

I tempi cambiano e personaggi famosi, come George Clooney, hanno dichiarato pubblicamente l’affetto per i propri 'compagni atipici': l’attore, ad esempio, ha ammesso di essere innamorato del suo maiale da compagnia, Max, scomparso nel 2006, e con il quale George pare abbia poi cercato di avere un ‘contatto dall’aldilà’, si legge su Gossipblog, rivolgendosi a un medium. Qui si va oltre…ma certo è che oggi i cavalli sono più fortunati di altri quadrupedi, credo altrettanto sensibili e intelligenti, allevati invece unicamente a scopo alimentare, in un sistema di produzione intensivo che, guardato con lucidità empatica, fa spavento. Se la proposta di legge dell’Onorevole Frassinetti andrà in porto saranno salvi, almeno sul territorio nazionale, non solo cavalli ma anche asini, muli e bardotti.

Sarà non solo proibita la loro macellazione in Italia, ma non sarà nemmeno più possibile esportarli all’estero con questa finalità. Ma c’è molto di più. Tra i diversi punti del decreto niente più manifestazioni e spettacoli dove siano costretti a fare esercizi innaturali, pericolosi, stressanti e… ‘contrari alla loro dignità’. Il rischio di infrangere questa legge potrebbe costare ai trasgressori multe fino a 50.000 euro e, nei casi più gravi, fino a 3 anni di detenzione. E allora, se l’uomo ha scoperto solo oggi – e per fortuna ci siamo arrivati! - che il cavallo può essere non solo un compagno di vita inserito a tutto tondo nella cerchia dei nostri affetti, ma anche un animale con una propria dignità da rispettare, la domanda successiva che mi pongo è chissà… quale sarà il prossimo fortunato essere vivente che l’uomo sceglierà di conoscere, e quindi rispettare, domani.

“Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana”. Lo diceva Albert Einstein. Trovo anche una citazione di Charlotte Probst, che mi sembra calzante: “Riconosci nell'animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente, non domandare ‘che cosa’ mangiamo oggi, ma ‘chi’ mangiamo oggi”. La questione si allarga, ovviamente, oltre il cavallo. Molto oltre. Le contraddizioni angosciano il cuore. Almeno quello di chi ama gli animali.

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