Scioperi e veti, vecchi copioni a Firenze
C' E' QUALCOSA di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico. Prendiamola così, alla Pascoli. Due vicende ripresentano i loro problemi all’inizio della settimana. Domani scioperano i lavoratori dell’Ataf (sesta volta nel 2011); martedì l’Ente nazionale aviazione civile ha convocato un summit per dire la parola fine (si spera) alla diatriba sullo sviluppo (o meno) del Vespucci e come realizzarlo (pista parallela, obliqua o più parallela e meno obliqua).
Ztl a Firenze? Gli artigiani (infuriati) devono pagare
HA RAGIONE da vendere Alberto Pepi, uno dei tanti artigiani, rimasti intrappolati nella matassa caotica, tra burocrazia, scarsa informazione, raccomandate che non arrivano, code al Parterre, dei nuovi provvedimenti per entrare nella Ztl. E si badi bene: gli ingressi in centro sono per lavorare, non per andare a fare shopping. Quindi per mantenere microditte e offrire un servizio ai cittadini (una caldaia, un’antenna, un lavandino, un impianto elettrico da riparare).
Stipendi in fumo? Chi se ne frega
FA EFFETTO sentire un amministratore dell’immobiliare di una grande catena di librerie, Feltrinelli, identificata da sempre come vicina ai valori della sinistra, dire, riguardo il futuro di 38 lavoratori della concorrente libreria Edison, a cui ha dato lo sfratto: «A nessuno piace che la gente finisca per strada. Ma non è un problema di cui possiamo farci carico noi».
Casaggì a Firenze, i giovani di destra e il rispetto mancato
OLTRE A RIDARE fiato alla destra sociale tanto cara al Msi di Almirante, erede del fascismo annientato dalla storia, uomo tutto d’un pezzo, che sapeva cos’era l’opposizione (quasi isolamento) parlamentare, i giovani, che sabato scorso hanno aperto la loro sede a Campo di Marte a Firenze, dovrebbero sapere poche semplici cosette. Per essere credibili come associazione e portatori di idee e proposte, anche per una città migliore, come dicono, bisogna mettere in pratica il buonsenso e la buona educazione. E rispettare la Storia.
Bersani a Firenze, se il Pd ha poco da festeggiare
POVERI giovani del Pd che non sanno più che pesci prendere frastornati da un gruppo dirigente che una ne pensa e mille divisioni fa. Il siparietto andato in scena al palacongressi versione Bersani è sintomatico del malessere.
Renzi-sindacati: calcio di rigore
Il sindaco di Firenze Renzi incontra i segretari di Cgil, Cisl e Uil. A parole la pensano nella stessa maniera sia Renzi che Fuso più Pistonina e Marchiani: dialogo per risollevare dalle sabbie mobili aziende simbolo come il ‘Maggio’ e Ataf . Il sindaco ha detto senza giri di parole: «Siamo in una fase di crisi, diamoci una mano tutti. Tiriamoci su le maniche e lavoriamo per il bene di Firenze, di Ataf e del Maggio, e non per fare polemiche e gli insulti che tra l’altro non ci fanno nè caldo nè freddo: noi si va comunque a diritto per salvare Maggio e Ataf».
I COMMERCIANTI NO GLOBAL DI FIRENZE
NON È solo una questione di caro affitti perché le tariffe alte ci sono sempre state per i locali del centro storico. La questione per salvare e rilanciare le botteghe storiche sta tutta nel cuore di uno scenario (adesso cancellato): rendere appetibile un luogo, non farlo diventare spazio senza identità, uguale ad altri centomila nel mondo. Bisogna ritrovare unicità e capacità di attrarre. Il primo valore lo devono mettere i commercianti col loro saper fare, il secondo spetta alle istituzioni.
La democrazia del decisionismo
UN RISULTATO è già stato ottenuto, da un anno all’altro, nelle celebrazioni della lunga notte delle assemblee dei cento luoghi: qualche progetto, sollecitato dai cittadini, è stato modificato. E questo ci conforta perché nel cammino della legislatura renziana a Palazzo Vecchio, il dialogo con i cittadini sta diventando più di un optional, ma una buona pratica che cerca di far breccia nel decisionismo a tutti i costi del sindaco. Esempi?
Quei luoghi fantasma
CI RISIAMO. Il 28 settembre nel calendario renziano coincide con la parata dei 100 luoghi. Inaugurata l’anno scorso come emblema della gioiosa e costruttiva partecipazione dei fiorentini alla realizzazione e trasformazione della città, questa edizione è dedicata «alla verifica».
Fermi al palo
CONSOLIAMOCI con la sincronizzazione dei semafori avviata in parte della città (sempre verde ad una velocità costante sui 50 all’ora). Perché sul fronte del traffico, vera e propria grave criticità cittadina, la situazione non è cambiata di un centimetro. Anzi. Si devono registrare purtroppo solo ulteriori ritardi sui progetti che possono rivoluzionare le abitudini. La tramvia, linea 2, è ferma al palo. Non parte per colpa di chi deve fare i lavori. Dall’inizio di luglio si è scivolati ad una data imprecisata.
