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La 'marcia delle puttane': scendere in piazza può più di mille parole

Sull'onda delle regole anti-stupro, ecco chi davvero sembra aver capito tutto, un poliziotto di Toronto. Peccato per lui, però, ciò che ha detto non è passato inosservato.

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La fiera delle banalità anti-stupro

Che bello, donne. Pensate abbiamo trovato il modo per evitare stupri e dintorni. No, no, non è una bufala. E' la pura e semplice verità. Basta seguire un meraviglioso e chiarissimo vademecum che il Comune di Roma ha stilato con grande eleganza e solerzia. Perché – recita il sottotitolo – la 'sicurezza è un lusso che, oggi, noi donne, vogliamo permetterci'. Eccome, e che cavoli. Mica possiamo farci violentare, così, per colpa della nostra incoscienza. Mica possiamo andare in giro vestite come ci pare. Macché. Nel decalogo è tutto scritto, nel dettaglio.

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Il peggio del web? Il sito per donne mature a caccia

Forse sarà il caldo, oppure l'avvicinarsi del mese di agosto, fatto sta che arrivano strani comunicati stampa al mio indirizzo di posta elettronica. Il primo, giusto per farvi fare due risate pre-vacanze, è un fantomatico sito web, inventato - cito quanto scritto nel suddetto comunicato - 'per le donne quarantenni che vogliono realizzare il sogno di conoscere uomini giovanissimi e desiderosi di conoscere donne mature'. E fin qui, già ci sarebbe da ridire. Chi ha detto che donne quarantenni coltivino il sogno di stare con pischelli under 25?

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E dopo il News of the world? Restano le interviste agli intercettati

Allora, pensare che il News of the world intercettasse il telefonino di una bimba scomparsa, o dei poveri soldati inglesi morti per la Patria, fa decisamente rabbrividire. Però, almeno, per carità, evitiamo le solite indecenti ipocrisie.

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Chi farebbe cambio con Charlene?

Lo so, meglio piangere sui sedili di una Rolls Royce, piuttosto che sulla panchina alla fermata dell'autobus, come diceva Onassis. Però noi comuni mortali, a volte, abbiamo risorse che quelli sulla Rolls Royce non hanno. Magari, nascosto tra le pieghe di una vita con tante difficoltà, c'è pure qualche sogno che fa capolinea e ci fa sperare in un mondo migliore. Sbaglio? Forse. Sarà, ma la storia di Alberto e Charlene mi ha fatto ripensare alla Rolls e mi ha fatto rivalutare l'autobus.

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Anonymous italiani: "Siamo ribelli normali. La rivoluzione? Si fa in piazza"

 

DA QN DEL 6 LUGLIO 2011

ALLE 18.52 arriva il secondo video-comunicato degli Anonymous. Una voce metallica scandisce ideali vecchi come la Rivoluzione francese, in salsa 2.0: Libertà, uguaglianza, fraternità e internet libero. E ancora: nessuna ideologia, né partito. «Anonymous è chiunque e ovunque. E non ha capi», smentendo la rilevanza data alla denuncia di ‘Phre’, definito il leader della cellula italiana. «La rete italiana non è stata affatto smantellata. Anonymous è presente e combatte», il primo proclama, dove si sottolineava anche che «tutti operano allo stesso livello». Si credono invincibili gli Anonymous. E non hanno paura di niente e nessuno. Nella loro chat pubblica scrivono liberamente della rivoluzione che verrà. O che vorrebbero organizzare. «Non siamo terroristi. Siamo dei ribelli normali». Tant’è che a parte la comunione d’intenti annunciata — «Tutti contro l’Agcom che vuole imbavagliare Internet» — l’idea è quella di andare al di là della Rete. «Ci vuole una protesta fisica, mettimo ai voti che cosa fare», scrivono in tanti. E c’è anche chi propone il vecchio volantinaggio. Due giorni fa, il primo comunicato era chiaro: «Anonymous ha deciso di fare una vera rivoluzione, e pensa che ora agire su Internet serva a poco, ma agire da Internet serva a molto». In sintesi: ribelliamoci. Manifestiamo. Ma in piazza, perché «non siamo tutti (e solo) hacker». Motivo? «Dobbiamo espanderci a livello popolare», spiega la maggioranza.

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Per le nozze di Alberto e Charlene un'unica assente: la favola

COMMENTO DA QN DEL 3 LUGLIO 2011

 C’ERANO lo strascico, il velo, il tappeto rosso, il principato di Monaco. C’erano i capelli biondi, il viso dolce, l’abito di Armani di Charlene. C’erano il principe Alberto, tutto di bianco vestito, lo sguardo materno delle sorelle Carolina e Stephanie (che alla cerimonia civile si è pure commossa) e i soliti ospiti coronati. Unica assente (ingiustificata): la favola. E senza la favola che matrimonio reale è? Sarà che, forse, in tempo di crisi, pure delle nozze così non fanno più effetto, ma chi era incollato alla tv a vedere William che accoglieva Kate con un ‘ti amo, sei bellissima’, sa che si tratta di tutta un’altra storia.

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Le quote rosa? Dai Cda ai licenziamenti

In Italia non possiamo uniformarci. Siamo originali, noi, e che diamine. Quindi, pensate, il paradosso. Approviamo alla Camera la legge sulle quote rosa con un sì bipartisan rischiando addirittura nel 2015 di diventare la seconda nazione europea dietro alla Norvegia (33%), ma davanti a Svezia (29%), Finlandia (25%) e Danimarca (18%) per presenza femminile nei CdA. Appaieremo, invece, la Danimarca al top della classifica per la partecipazione di rappresentanti femminili nel 100% dei board delle società quotate, superando nazioni come Finlandia, Svezia, Francia e Germania.

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Il manifesto del Pd? Oltre alle gambe ci vuole ironia

 

Cosa ne pensate del manifesto della Festa dell'Unità di Roma? E' davvero la solita strumentalizzazione del corpo femminile come sostenuto dal comitato 'Se non ora quando' che a febbraio portò in piazza un milione di donne? Ma dai, su, non esageriamo. Sono delle semplici gambe che scimmiottano Marilyn Monroe... e lo slogan 'cambia il vento', diciamolo, è anche consono all'immagine.

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Questioni di Pippa

 

La domanda dei lettori - QN del 15 giugno 2011

Ma perché i giornali parlano tanto di Pippa? (Paola Mangili, Novara)

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