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Nozze da precari? I matrimoni a tempo determinato (rinnovabili)

 

Mentre in Italia la Lega per il divorzio breve tenta di accorciare i tempi dell’addio per sempre, in Messico hanno pensato bene di gestire il problema a ‘monte’: sposi sì, ma a tempo determinato. Non bastava la precarietà del lavoro, ora ci si mette anche quella della vita. Giusto o sbagliato? Bhé, di certo meno ipocrita del «e vissero per sempre felici e contenti». Visto che il «per sempre» è qualcosa che i giovani d’oggi non hanno nel loro vocabolario. Il futuro, amici cari, non esiste per chi, come mi raccontava un’amica, viene pagata (poco) a singhiozzo, un mese sì e uno no, senza contratto, senza ferie e senza malattia. Il «per sempre», quindi, per quanto i romantici stiano lì a baloccarsi, non esiste più. O meglio, può esistere come sogno («Le stelle stanno in cielo, i sogni non lo so, so solo che son pochi quelli che si avverano» - cit. Vasco). Punto. Ma poi?

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L'italia non è un paese per single

DOMANDA dei lettori pubblicata su QN del 28 settembre 2011.

Ma è vero che l’Italia non è un paese per single?

Ebbene sì, la maledizione di Bridget Jones esiste. E non importa che, ormai, vivano da soli 7 milioni di italiani: la Penisola resta ancora un paese per famiglie. Dal carrello della spesa, alle vacanze fino alle tasse, essere «soli» è un peso. Qualche dato: per gli acquisti alimentari si spende il 71 per cento in più della media delle famiglie e, secondo l’Ocse, le tasse tolgono a una persona non sposata il 46,5 per cento dello stipendio, mentre la quota dovuta da chi ha famiglia è del 37,5 per cento. Restano le vacanze, ma il «supplemento camera singola» rovina anche quelle. Insomma, single è bello, ma non per le tasche.

Da qui, mi sono resa conto che in effetti per i sigle è dura la vita. Non solo per quello che ho scritto sopra. C'è di peggio: i single, di regola, non possono adottare bambini. I single - secondo il sito economico laVoce.info - hanno un salario netto di circa 1.500 euro al mese (nel 2009). Ma un quarto se ne va in affitto, o in un mutuo, visto che è single un terzo dei richiedenti un prestito. Senza contare gli sprechi a tavola (come segnala la Coldiretti) e la spesa sempre più salata. Per alimentari e bevande, infatti, chi vive da solo sgancia 320 euro al mese rispetto ai 187 euro destinati alla tavola da ogni singolo componente di una famiglia tipo italiana formata in media da 2,5 persone. Insomma, tra formati famiglia, camere singole con supplemento etc etc... non c'è molto da stare allegri.

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Sono entrata nel #tunnelgelmini

Mentre noi eravamo sulla 'carta' a farci dei 'pipponi' su ciò che accadrà dopo l'epocale esperimento dei neutrini, tra viaggi indietro nel tempo e nuove teorie del Big Bang, 'Chuck Norris imboccava il #tunnelgelmini contromano (@ciro pellegrino) e 'il Freccia Rotta copriva Ginevra-L'Aquila in 38 nanonosecondi' (@Gianni Leggio). Ebbene sì, la Rete è stata più attenta, veloce e simpatica di noi giornalisti cartacei dei massimi sistemi.

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Manifesti choc, Fracomina risponde: 'Nella prossima campagna una precaria'

 

Ricordate il caso Fracomina? I manifesti con le escort, la richiesta di rimozione del sindaco di Roma Gianni Alemanno, il ricorso al Tar del brand e, ora, il rinvio al 12 ottobre per la decisione finale?

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L'ultima frontiera del casting: caccia al baciatore di modelle (pagato 150mila euro)

 

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Manifesti choc: al posto della escort mettiamoci una precaria

Una pubblicità orribile. Anzi no. Perché questa volta non ci sono tette e culi in bella mostra. Dai, è una campagna geniale. Macché è lesiva della dignità femminile. Ma dove siamo a Teheran? No. Ma urta la sensibilità della comunità religiosa.

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Baci e abbracci? Ci pensa il telefonino 'emotivo'

Non bastavano i festini, gli articoli sulla Minetti ad Arcore vestita da sexy suora che guidano le classifiche dei pezzi più letti dei quotidiani italiani online, alla faccia della manovra, delle borse che crollano, della casta seduta con il suo culone sui suoi privilegi. Non bastavano il sesso virtuale, le chat erotiche, YouPorn e tutto questa grande abbuffata di sesso prêt à porter. Ora ci vogliono pure togliere i baci. Sì, sì, avete capito bene. C'è un telefonino che, se il partner è lontano, ti fa sentire il respiro e l'abbraccio attraverso un sensore e qualche altra diavoleria. E' una possibilità unica per i rapporti a distanza - diranno i più - ma io, da portatrice sana di fidanzamento a medio raggio, preferisco evitare. Mi basta il mio smartphone che già, tra Facebook, Foursquare, Skype e quant'altro, può già (quasi) supplire alla mancanza. Ovunque e comunque.

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Un urlo contro l'occhio nero dello spot

E' successo ancora: donne svilite a colpi di spot. Questa volta però non c'entrano nudità o atteggiamenti improbabili, ma qualcosa di peggio. In Canada un salone di parrucchieri ha pensato bene di spararla grossa: una pubblicità con una donna bella ed elegante con un occhio nero in primo piano, dietro il suo probabile 'aguzzino' con una collana in mano.

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Vasco, il web e il video di Jim Carrey secondo Bauman

‎'Siamo fatti così, ci serve la società per essere felici. Vogliamo essere individui speciali, diversi, con sogni unici. Ma quando abbiamo lavorato così duramente per creare la nostra identità dobbiamo andare in piazza e vederla confermata'. Non so se questa frase del filosofo della società liquida Zygmunt Bauman, intervistato dalla Stampa, sia stata letta da Jim Carrey.

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Presenter, barman e pescatori a domicilio, boom dei lavori estivi. Raccontate qui la vostra esperienza

 

Ciao a tutti, vi posto la mia inchiesta uscita su QN (sabato 6 agosto 2011). Mi piacerebbe sapere se anche voi siete in partenza per lavoretti estivi o se, come si dice, avete ‘già dato’. Sarebbe bello confrontarci su questo tema... magari c’è da divertirsi. Io, ad esempio, ricordo come se fosse ieri le stagioni passate a fare animazione turistica nei villaggi... Potrei scrivere un libro. E voi? Siete partiti zaino in spalla per fare i camerieri in Kuwait? O avete sudato dietro uno sportello bancario alla vigilia di Ferragosto? Raccontate, raccontate...

I re del fitness battono i dj. Ma i paperoni sono gli chef: <Sugli yacht si arriva a 6mila euro al mese>FARE LA VALIGIA? Non più solo un ‘mestiere’ per vacanzieri. Sono sempre di più coloro che, armati di trolley, si trasferiscono per una stagione, o uno, due, tre mesi, per lavorare. La conferma arriva da Unioncamere che quantifica in 162.600 le assunzioni programmate dalle imprese da luglio a settembre e, di queste, sono 55.850 quelle ‘stagionali’. Ma attenzione: non tutti i lavoratori sono uguali. C’è chi, infatti, arriva a guadagnare anche stipendi di 5 o 6mila euro al mese, come gli chef sugli yacht, e chi, invece, si accontenta. In ogni caso le occasioni non mancano: dai pescatori a domicilio ai presenter, dai barman freestyle ai sommelier della birra, fino a dog sitter e operatori allo sportello bancario. «Gli chef sugli yacht, ad esempio, guadagnano molto e con il minimo sforzo», spiega Oscar Galeazzi, responsabile della società di ricerca e selezione ‘Lavoro Turismo’, specializzata in figure professionali che gravitano intorno a hotel e ristoranti.

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