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Basta scuse, la verità è che non gli piaci abbastanza

C'è chi, leggendo il blog, mi ha accusato di femminismo e varie amenità, questa volta dovrà ricredersi: farò un post contro le donne. Sì perché ho deciso di dire basta ai piagnistei, prerogativa, aihmé, quasi tutta al femminile. Dopo varie serate di auto-analisi in rosa ho finalmente capito dov'è il problema: nell'elucubrare senza agire (e reagire).

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La prima donna direttore del New York Times: l'eccezione diventerà la regola?

 

L'altro giorno non appena è uscita un'agenzia di stampa con la notizia del nuovo direttore del New York Times, ho avuto un sussulto: è stata nominata Jill Abramson, prima donna a dirigere il famoso quotidiano dopo 160 anni di storia. "Evviva, ho subito pensato, è la nostra rivincita". Ma subito, commentando la notizia in redazione, mi sono resa conto di un piccolo particolare: "Perché gioisco?" La signora, ex giornalista investigativa, ha pur sempre 57 anni, un curriculum 'spaziale' e, quindi, è naturale che sia riuscita ad arrivare nell'olimpo della 'vecchia signora in grigio', come viene chiamato il Nyt. 

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Perché i giovani non si sposano?

Perché i giovani ora non si sposano? Secondo l'Istat la colpa principale è della crisi. Crisi che porta a non avere abbastanza soldi per andare all'altare (per una festa di nozze tradizionale si calcolano 20mila euro, ndr), né per mantenere poi una famiglia. Da qui, l'età dei futuri sposi si sposta in avanti, intorno ai 35 anni. Ebbene, questa è la fotografia dell'Istat, e credo non ci sia nulla da eccepire. Però, scusate, ma credo che non sia tutto qui. Credo che alla base ci sia  anche dell'altro. In primis, al di là dei problemi contingenti, in genere di natura economica, non c'è alcuna voglia di sacrificarsi.

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Perché la moglie di Strauss-Kahn difende il marito?

Il perdono, certo, esiste. Come no. Anzi tanto di cappello a chi ci riesce, a perdonare. Ma in questo caso, dai, non ce la faccio a capacitarmi che una donna intelligente e bella come Anne Sinclair difenda il marito Strauss-Kahn. O, meglio, per carità lei può perdonare o addirittura essersi fatta un'idea sua della questione, ma almeno, dico io, fai finta di niente. Non sfilare davanti alle telecamere, scambiando sguardi d'intesa con un marito che non è 'solo' accusato di una scappatella, ma di uno STUPRO.

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Il sì di Alberto e Charlene

Dopo William e Kate, tocca ad Alberto di Monaco e la sua Charlene, ex nuotatrice. A parte il fatto di condividere con la bella sudafricana spalle larghe e passione natatoria, mi pare che la favola sia un po' sottotono. Mica per le sole quattro portate del matrimonio (compresa la torta) - e che comunque paiono pochine di fronte a tre giorni di festeggiamenti - ma proprio per la sobrietà della coppia. Comunque staremo a vedere. Intanto vi posto il mio pezzo uscito oggi, 15 maggio, su QN.

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Cristiana, un'italiana tra le mamme più potenti d'America

 Ogni tanto, quando mi capiterà, posterò storie di donne che si sono distinte in ambito professionale e familiare. E' dell'8 marzo l'articolo da me scritto su QN. Mi piacerebbe sapere, e lo chiedo soprattutto alle mamme, come riescono a conciliare un lavoro e una famiglia, qual è la giornata tipo e quali sono le maggiori difficoltà o le ricette, invece, per superarle. Cristiana Rastellini, un'italiana emigrata negli States alla ricerca dell'American dream, ha realizzato il suo sogno. Ma non solo. E' riuscita a diventare una delle mamme più potenti degli Usa, entrando nell'olimpo delle ricercatrici degli States e mettendo al mondo 4 figli. L'anno scorso toccò a Michelle Obama, chissà a chi toccherà l'anno prossimo. Intanto c'è da lavorare. Perché - come ricorda Rastellini - in Italia è tutta un 'altra storia. E, riuscire a raggiungere le alte sfere professionali, spesso è prerogativa delle single. Non lo dico io, ma una donna, 45enne, che da Roma ha fatto le valigie per il Texas. A lei va il mio plauso, anche se vorrei sentire storie così anche qui, nel nostro (difficile- ma meraviglioso) Paese. Da QN dell'8 maggio 2011:

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Nessuna ambizione e basso profilo. Così (mentendo) due amiche hanno fatto strage di cuori

Vi racconto questa piccola indagine sociologica fai da te. Una mia amica e una sua collega, stufe di storie complicate, uomini fuggitivi e complessati, hanno deciso di fare un test: atteggiarsi e comportarsi come donne con le gonne. Ma attenzione: non in fatto di femminilità (che nessuno ce ne privi mai), ma di pensiero. Così, invece che spiattellare al ragazzo con ciuffo ribelle e alito alcolico le poprie intellettualmente stimolanti professioni di concetto, hanno pensato bene di mentire, inventandosi lavori low profile, che più low profile non si può.

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Noi, donne del Terzo Millennio, stregate da William e Kate

Noi donne non abbiamo bisogno di niente. Siamo sicure di noi stesse, indipendenti e non abbiamo certo necessità di un uomo che ci protegga. Ma neanche che ci prenda e ci porti via. Macché, noi donne ci bastiamo. E se l'amore non c'è, pazienza. Ci dedichiamo ai nostri interessi. Molteplici, che credete. Mica shopping, moda e cucina. Noi siamo pronte a conquistare il mondo e a farci strada da sole. Perché noi abbiamo un cervello, mica solo un corpo.

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Talenti italiani, da Bing a Broadway

 

La speranza di farcela c'è. Lo dimostra un cervello italiano, Lorenzo Thione: "l'uomo da 100 milioni di dollari".

Ecco l'intervista, uscita su QN sabato 23/04/2011 - sezione VILLAGGIO GLOBALE 

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La pubblicità dal volto umano? A impatto zero stereotipi

 campagna bellezza autentica 'Dove'

Capita, a volte, di imbattersi in pubblicità fastidiose. Quelle che, al di là di quello che mostrano (chiappe, seni, gambe etc etc), inviano un messaggio, sì è il caso di dirlo, umiliante. A volte, me ne rendo conto anch'io, neanche ci si fa più caso. Siamo ormai così bombardati da corpi (femminili, in primis, ma anche maschili, ultimamente) che quasi restiamo indifferenti alla volgarità. Salvo rari ed eclatanti casi, of course.

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