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E' nata l'accademia del silenzio. E se ci servisse davvero?

Pubblicato da Rosalba Carbutti Lun, 27/12/2010 - 20:23

Giornata tipo: Sveglia (suoneria più o meno invasiva). Accensione telefono (bip/o jingle). Accensione computer (familiare stacchetto Windows). Fotocopiatrice/stampante (brontolio). Telefono fisso (driiiiiin). Tv (bla, bla, bla). Strada (inquinamento acustico). Conversazione sul tempo (bla, bla, bla)... devo continuare?

Sarà per questo eccesso di rumore che a qualcuno è venuta un'idea: creare l'Accademia del silenzio. Letta così, superficialmente, dall'intestazione della mail mi è subito sembrata un'insensata trovata. Andando oltre, però, ci ho ripensato. Chi di noi ha voglia di sorbirsi chiacchiericci vacui tutto il giorno? Nessuno. Chi di noi ha intenzione di passare una vita a rispondere a domande insensate o a scandire la propria esistenza con le suonerie del telefonino o lo stacchetto del computer? Nessuno. Allora l'idea di cui sopra, forse non è proprio così insulsa. E la 'militanza del silenzio' promulgata dalla libera università di Anghiari (Arezzo) potrebbe essere una soluzione. Il bello, però, intendiamoci, non è tanto la 'zittitudine', ma la 'zittitudine' condivisa. Cioè, in pratica, tutti quelli che aderiscono lo possono fare cliccando sul sito, spigando il motivo della propria adesione al progetto. Possono ritrovarsi in un luogo dove incontrarsi per condividere esperienze legate al silenzio. E in uno spazio didattico dove esercitare le risorse terapeutiche e creative del silenzio. Fare cioè, una scelta ecologica contro l’inquinamento acustico, ma anche contro l’inquinamento esistenziale. Un viaggio di ricerca, che parte da una semplice convinzione: che il silenzio è un’arte, che si può sperimentare, imparare e condividere. E che riscoprire il silenzio significa innanzitutto ricostruire un rapporto diverso con il tempo delle proprie esperienze.

Vi sembra inutile, tutto ciò? Provate allora ad accendere la tv, guardare un talk show con una manciata di politici dalle posizioni avverse. In un attimo, non vi sentite di aderire a questa dichiarazione d'intenti:

No al rumore, sì all'ascolto

No all'eccesso verbale, sì alla comunicazione

No alla fretta, sì allo slow listening e allo slow talking

Nooooo? Allora cari miei, siete proprio alla frutta.

Ps. per saperne di più, in fatto di silenzio, non perdetevi il blog di Nicoletta Polla Mattiot

Ps1: Questioni di cuore anche su Facebook

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